Al tempo del coronavirus/Sezze, il bus da Venezia e… “i facete la quarantena u”

Al tempo del coronavirus/Sezze, il bus da Venezia e… “i facete la quarantena u”

25 Febbraio 2020 0 Di Lidano Grassucci

L’audio me lo manda Emilio, setino “costretto” alla quarantena di vita a Priverno. La voce, un poco femminile? La riconosci subito se riconosci e sai che Sezze è una matria, non una patria, e siamo stati allevati da iperfemmine con modalità che stanno dentro noi. Il resto è lo spirito della battuta a abbottamazzo che spiega l’intelligenza originale (direi superiore) setina.

Un viaggiante risponde dal bus, uno dei due, che torna da Venezia, dopo che il telefonante gli aveva segnalato le paure dei “setini residenti “ nei riguardi dei “setini viaggianti” .

E’ un pezzo di bellissima ironia al tempo idiota del coronavirus.

“Ma preoccupachi di che cosa…ma nu semo stachi tanto beno cavolo, semo tuchi begli, contenchi, pimpanti, zirlandi, ridemo, scherzamo. Niciuno te la freve, nicciunto te i raffreddore, niciuno te la tosse. Ma nu stamo tanto beno, potemo sta tranquigli perchè stiamo a contatto co le forze dell’ordine. Stiamo tranquillissimi…. se tenete paura rinchiudetevi alle caci vostre, facete la quarantena”

 

 

Geniale, geniale. Non so se è telefonata vera o creazione in entrambi i casi figlia di una cultura superiore capace di vedere il mondo “capoculo”: si dovevano isolare quelli che avevano stupide paure per non contagiare di stupidità chi si era goduto il Carnevale. Mi ero dispiaciuto della Sezze egoista che avevo letto nella paura, questa goliardata mi ha riconciliato con la mia storia. Za Pippa, mia nonna, avrebbe risposto esattamente così.

 

Nella foto una scena de Il giro del mondo in 80 giorni di Giulio Verne