Covid 19/ Di Latina resta solo lo chassis, cronaca senza gente
12 Marzo 2020“Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere sai cosa?
La speranza.”
Gianni Rodari
Mai così, mai. Mai dal giorno della sua nascita, mai prima quando era un “quadrato”, Latina mai vista così. La gente è in casa, la casa diventa l’universo, e l’universo non c’è. Vuota, come se ad una automobile avessimo tolto tutto: motore, vetri, sedili, tappeti, colore e restasse solo lo chassis (il telaio). Vuota come una scatola di cioccolatini finiti, come una utopia morente. Una città senza la gente è niente, e questa è oggi la città.
Stamane c’era ancora meno gente che già ieri era niente, non c’è negli angoli l’aroma del caffè, non c’è il sorriso delle commesse sempre belle e mai dimesse, non c’è la frette pigra degli impiegati, non ci sono gli umarel in cerca di cantieri sempre aperti e mai finiti. Non c’è la signora con il carrello che tira diritto con l’aria di chi è del centro ed è distante la periferia.
Non c’è il pensatore che fa vedere i libri che mai leggerà appena fuori la Feltrinelli, la ragazza che se la tira con la madre che la “tira” verso il suo negozio ma quella sogna altro, e non ci sono gli avvocati sempre tirati come ufficiali del deserto dei tartari e… è vuota.
Non ci sono i ragazzi, il loro vociare, i commercianti che parlano del mondo da fuori il negozio sentendosi l’anima della città, i signori che vanno in banca con il conto inversamente proporzionato all’eleganza
Insomma, siamo in pausa ma torneremo con nuove storie, apprezzando la bellezza di poter semplicemente girare il mondo tutto da girare.
PS: al mio paese quando uno dimagrisce tanto perchè sta male si dice “C’ha rimasto schitto i chiassis”
Nell’immagine: Latina, piazza del Popolo, ore 10. Foto Damiano senza caffè


