Covid 19/ Torna il tricolore nei balconi, la resistenza di Patria
12 Marzo 2020Gira sulla rete un posto che recita: “i nostri nonni sono stati chiamati a far la guerra, noi a star seduti in poltrona”.

Forse non l’avevamo calcolato in un paese dove la storia Patria è ignota, dove come diceva Winston Churchill: “si perdono partite di calcio come guerre e guerre come partite di calcio”, ma…
Prima timido poi con forza qualcuno ha cominciato a mettere bandiere tricolori sui balconi, un segno visivo dell’idea di un destino comune comunque sia, un destino comune per sperare che sia rapida la via che abbiamo davanti.
Del resto il primo giorno di zona rossa a Latina, lo confesso la prima cosa che sono andato a vedere è stata la bandiera sulla torre civica, per istinto, per bisogno di un simbolo.

Poi da Borgo Carso, l’assessore, mi dice io ho messo la bandiera al balcone. Un altro amico mi segnala come in tempi bui siamo stati “francesi”, “americani”, “berlinesi”, ora serve essere quel che siamo, italiani con un orgoglio nuovo della coscienza che serve essere “comune” e il resto tiene poco.
Spunta una bandiera anche a Sermoneta scalo e la fotografa il maresciallo, esiste una resistenza alle avversità del mondo, una resistenza italiana

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.
Giorgio Gaber
Per fortuna lo sono, lo sono per l’infermiera lombarda che dorme sulla scrivania, per l’ostetrica di Latina che mi dice, con l’accento di Cori, dei bambini che aiuta a venire al mondo, delle cassiere del supermercato che ridono nonostante lo stato, dei carabinieri che anche oggi si sono alzati e andati nelle caserme, le hanno aperte, e stanno tra la gente come il 9 settembre di tanto tempo fa. E… fate voi il resto, certo c’è sempre il furbo, il cretino ma mentre lui è impegnato a barare con il destino c’è chi pensa con noi.
Ho cercato di San Rocco, il santo della pestilenza, era un francese di Montpellier ma venne qui per fare “miracoli” lo ricordano a Bassiano, a Cisterna, a Maenza, come a Venezia, a Voghera
Attualmente esistono in Italia tremila fra chiese e cappelle dedicate al santo. Duecentosessanta sono le parrocchie, di cui un centinaio associato ad altri santi, di preferenza Sebastiano. Molti i capitelli, in genere collocati all’incrocio di strade e all’ingresso delle città, per ottenere la protezione dalla peste. I toponimi in Italia sono una trentina, mentre nell’onomastica italiana Rocco si pone mediamente all’ottantesimo posto, con punte fino al quinto posto nel Meridione.
(Scuola Grande di San Rocco a Venezia, che ne custodisce la salma)
Ecco siamo uniti da sempre e nonostante il male siamo qui, a resistere anche a questo male.
(MANDATECI LE VOSTRE BANDIERE LE PUBBLICHEREMO)


