Covid 19/ Hanno chiuso Fondi, Latina “resta isolata”… ode fondana

Covid 19/ Hanno chiuso Fondi, Latina “resta isolata”… ode fondana

21 Marzo 2020 0 Di Lidano Grassucci

A Fondi ci sono dei miei amici, gente che conosco. Ora è isolata, è un’isola. Le persone di Fondi che conosco sono persone che sanno stare al mondo, che lo girano, lo rigirano, lo scambiano questo mondo. La notizia  “Fondi zona rossa” non è una bandierina sulla cartina del Risiko, è persone che non possono uscire, è un grande sacrificio di persone.

Fondi sta a Latina come Brescia alla Lombardia, è il cuore economico, la testa della filiera dell’agricoltura pontina. Qui che gli eredi della lotte contadine risorgono e si fanno commercianti, innovatori in agricoltura, che danno vita al più grande mercato ortofrutticolo d‘Europa.  Dall’agricoltura alla logistica alimentare qui c’è una società vivace, attenta. Una testa che ha, come unico termine di confronto, il polo industriale di Aprilia. Negli Stati uniti si diceva: quel che va bene per la General Motors va bene per l’America, quel che va bene per il Mof va bene per la provincia.

Roba di economia direte?

No, Fondi sta a Latina come gli uffizi a Firenze all’Italia. Qui un giorno “ci passo la ferrovia”, ragazzi che erano legato ad un confine, che era politico, poi restò fisico trovarono una porta aperta dalla ferrovia. Che gran meraviglia e il treno lo presero Libero De Libero, Antonio De Santis, Domenico Purificato, ma anche Pietro Ingrao che era di Lenola, e… cambiarono la pittura, la poesia, il cinema, la politica. Fondi correva come il treno, Fondi diventava il motore di una provincia da fare, in città da rifare, e se la gioca tutta.

Fondi non è un posto come un altro, se isoli Fondi dal resto è il resto che non ha più Fondi. Vedete viviamo in un incastro incredibile, dove ogni pezzo è tutto. Quando ho letto nell’ordinanza della Regione che “chiudevano Fondi”, ho sentito chiusa un anima mia. Oggi siamo chiamati a grandi sacrifici, forse immensi sacrifici, necessari sacrifici.

Quando al tempo dei lumi i gesuiti del Paraguay andarono a chiedere al nunzio apostolico la ragione delle scioglimento dei gesuiti, i più fedeli, i più colti, i migliori uomini della chiesa, il nunzio rispose: a volte per salvare il corpo, Santa Madre Chiesa, deve tagliare una mano, sia pure la destra. Oggi stiamo sacrificando le nostre libertà, i nostri affetti, le nostre radici per salvare vite nostre. Ma volevo dire di Fondi, per far capire il peso di questi sacrifici. Qui si sono rivoltati per le arance, qui si sacrificano ora per ricominciare domani, insieme.

Un saluto a quella gente così simile alla mia, insieme ci riusciremo e se oggi è “tornato il confine”, domani si aprirà di nuovo i mondo, come con la ferrovia tanto tempo fa.

Mi scuseranno gli amici di Fondi, ma non me la sentivo di non fargli capire che siamo insieme anche oggi, ieri e domani. Siamo una comunità, non monadi.