Covid 19/ Quella nuova paura che ci fa riscoprire il noi

Covid 19/ Quella nuova paura che ci fa riscoprire il noi

22 Marzo 2020 0 Di Cristina Pansera

“ Non demonizzare la tua paura e non lasciare che ti comandi. Lascia, invece, che ti parli nella quiete. Ascolta la sua saggezza. Fermati, nota se stai resistendo, senti a cosa stai resistendo, chiediti perché. Fermati, fermati e basta, stai fermo e …ascoltami “ ( Kristin Flyntz)

Il tempo del coronavirus, il tempo dell’ascolto, del silenzio, della sospensione, del dentro.
E’ come se fossimo entrati nel “ negativo” di un’immagine fotografica dove tutto è invertito, le parti più luminose appaiono più scure, opache, mentre le parti più scure, le cosi dette ombre, appaiono più chiare, più in evidenza.

E’ come se questo virus avesse trasformato l’immagine latente in un’immagine visibile e ci costringesse a fare i conti con noi stessi, con le nostre fragilità, i nostri vuoti, con le nostre paure, portandoci a cercare ‘ dentro’ e non più ‘ fuori ‘ il senso di noi e della nostra vita.

Siamo spinti ad andare ‘oltre’, oltre l’apparenza, oltre il nostro correre, oltre il nostro quotidiano, oltre l’effimero, il superficiale, oltre le nostre certezze, per ritrovarci in modo autentico. Per tornare ad interrogarci sul vero significato del nostro essere qui, sull’essenza profonda del nostro vivere.

Questa presenza massiccia, penetrante della morte, della sofferenza, ci impedisce di continuare a credere di essere immortali, onnipotenti. Questo virus che ci toglie l’aria che attacca il nostro respiro ci costringe a chiederci qual è lo pneuma vitale, guidandoci verso la ricerca di un nuovo equilibrio dove le priorità cambiano.
Ciò che fino ad ieri era fondamentale oggi diventa irrilevante, e i bisogni più antichi riemergono dalla profondità del nostro essere con una forza e una prepotenza che ci sconvolge e ci lascia senza fiato. E’ come se uno tzunami ci avesse travolto e siamo smarriti di fronte all’impatto che tutto questo sta generando in noi, in balia delle nostre emozioni più arcaiche ed ancestrali che dobbiamo imparare a conoscere e a gestire, questo è un ulteriore insegnamento del coronavirus.

Il concetto stesso del “ noi “ si amplia, assume forme diverse, inconsuete ; per stare bene, per trovare la serenità, la salute, dobbiamo unirci, interconnetterci agli altri attraverso paradossalmente lo stare lontani, dobbiamo rispettare noi stessi rispettando gli altri.

Nella lontananza, nella mancanza, ritroviamo il senso, l’essenza della presenza, dell’esserci, del contatto di uno sguardo, di una carezza, di un saluto, di tutti quei piccoli gesti che non vedevamo più, ciechi, sordi, muti , analfabeti del sentire stiamo reimparando a vedere, ad emozionarci a vibrare.

Cogliamo l’opportunità che questo periodo incredibile ci sta porgendo, non sprechiamo questo tempo.

Cresciamo, impariamo per donarci la possibilità di diventare migliori.

“ La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura, è nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato! È nella crisi che può emergere il meglio di ognuno di noi!” ( Albert Einstein )

 

Nella foto: l’urlo di Munch