Covid 19/ Dedicato a chi “deve” uscire di casa per “farci” stare a casa

Covid 19/ Dedicato a chi “deve” uscire di casa per “farci” stare a casa

23 Marzo 2020 0 Di Lidano Grassucci

Faccio il giornalista e mi debbo spostare, debbo vedere per raccontare. L’ho scelto, lo faccio. Sto per la via a vedere se c’è gente per la via. Mi incrocia un auto, dico “è un furbo!”, no è il postino. Vado avanti, arriva un camion, poi un furgone, nei campi c’è un trattore. Non ci avevo pensato prima, ma senza loro sarei morto: i camionisti, i contadini, i postini. Ecco un furbo, guardo dentro l’auto è una ragazza, è furba mi dico: ha il maglioncino rosso con scritto Conad. Già, anche lei… passa un’auto scura, la vedo da lontano. Altri furbi? Sono due carabinieri.

Ora cambio opinione sulla mia presunzione e penso che la macchina che ho davanti è di un medico, di una infermiera, di qualcuno che pulisce l’ospedale, o uno dell‘Enel. Già cosa farei senza corrente, una Panda rossa della Telecom, ecco una bella macchina, la riconosco è la signora della farmacia vicino casa, che deve andare ad aprire, ci sarà già fila. Dio mio, ma per farmi stare a casa c’è tanta gente che deve stare fuori casa. Al semaforo il bus, l’autista è bardato, ma non può fermarsi. Passo sotto la ferrovia, passa sopra stanco il treno che se si ferma è perduto, siamo perduti.

Leggo sui giornali dei furbi che vanno in giro, non lo so se quelli che ho incontrato io lo sono, ma vi dico che se quel camion che mi sta davanti porta le mascherine? E lo fermiamo? Se quel signore che mi incrocia serio fosse un meccanico che va a riparare un trattore che se sta fermo a giugno non avremo il grano.

Dio mio c’è un contagio del valore, dell’umanità. Non vedo le facce della gente, ma gli occhi sì. Il mondo è lento, ma non per tutti, penso alle mie letture di guerra di quando mi spiegavano che gli americani, in Vietnam avevano per ogni combattente al fronte 14 uomini nella logistica. Oggi stanno combattendo i medici e gli infermieri, le cassiere e i camionisti, gli operai nelle fabbriche alimentari e di medicine, i contadini che fanno i conti con la primavera che c’è comunque, la mucca che deve partorire, il latte da mungere, la gramigna da estirpare.

In tv dicono: girano in troppi, io non lo so se sono troppi vi dico che ogni volta che giudico gli altri lo possono fare perchè gli altri hanno fatto il loro dovere.

Lo dedico a chi non può stare a casa, io ho solo prestato gli occhi e vi ho intrattenuto in questo racconto. Loro ci fanno vivere per leggere anche questo racconto.

Ero partito giudicante, sono tornato “capente” (scusate l’ardire lessicale)

Foto: via Romagnoli questa mattina