Covid 19/ Il senso di “come stai?” in un amico

Covid 19/ Il senso di “come stai?” in un amico

28 Marzo 2020 0 Di Lidano Grassucci

“Come stai?”. Un tempo era un modo di dire, buttato lì. Ora è una domanda vera, assume la forma che prima era insignificante, un significato disperato. Mi chiama il mio amico  Sergio Corsetti, per telefono di voce non si può è vietato, io rispondo al “come stai?” con il mio “ma che è successo?”.

Lui mi rassicura: “niente, ti volevo sentire”. E allora debbo rispondere, alla prima domanda. E come rispondere, qui è dura amico mio, è dura come da te. E’ un mondo che scompare davanti a me, e il nuovo forse noi non lo capiremo. Ti ricordi Sergio i libri, la rivoluzione francese, Robespierre e il suo rigore nella virtù che lo uccise, e Parigi. Già Parigi che volevamo andare a vedere la tomba di Napoleone, i soldi erano pochi e mi dicesti: “va tu, va tu. I t’aspetto atecco”. Sono andato io, ma mica me lo sono dimenticato. Poi alla ricerca di una Bastiglia che la storia aveva portato via due secoli prima, ma noi nel garage di casa tua avevamo letto di quel posto fino a ieri, e quindi ci doveva stare, era vicino. Ci doveva essere.

“Come stai?” Come sto, sto che tutti quei libri, quella ricerca attenta per capire un mondo così veloce che ci stavamo appresso e senza fiatone, ora si è fermato e non non ci stiamo dietro. Che mica abbiamo il tempo per capire e forse non ci capivamo niente. Il tuo metodo, la mia confusione insieme facevano gli occhiali per vincere, ora non vediamo più quel che accade.

Come stai? Sto così Sergio, come tu stai lì. Poi la fretta di ogni giorno, le distanze di tanti giorni. Sto che mi hai chiamato e un poco stiamo come stiamo, ma la strada è stata lunga e ora. Ora ha senso “come stai?”. Sono tempi incerti, ma subito dopo sono tempi comunque nostri e ci stiamo, Sergio, ci stiamo. Poi torneremo a dire se era meglio essere giacobini o sanculotti, ma mai preti o parrucconi con un re.

Come stai tu? Ci volevamo sentire e questo cambia un poco questa condanna ad esser soli.

 

Foto: la presa della Bastiglia