Giorgi e Archidiacono: un piano da subito per le piccole imprese, la proposta di Italia Viva
5 Aprile 2020Sono queste le ore in cui si scrive il futuro, almeno quello che si può, più che prevedere, intravedere.
In questo gigantesco “pause” schiacciato da un virus infinitesimo, il pensiero va al giorno in cui quel tasto si schiaccerà di nuovo e il film ricomincerà da dove si era fermato. Ma questa è realtà, non è finzione, il riavvio sarà entusiasmante e disperato.
Se l’emergenza primaria è quella sanitaria, e di ritardi ce ne sono stati, a brevissimo l’emergenza finanziaria potrebbe travolgere la realtà delle piccole e medie imprese, di partite IVA da sempre considerate l’ossatura economica dell’Italia.
«Serve un’iniezione di liquidità: non c’è altra priorità ora per le attività economiche, soprattutto per quelle medio piccole che sono il motore dell’economia del Paese e anche del nostro territorio». Ad affermarlo sono i coordinatori di Italia Viva della provincia di Latina, Renato Archidiacono ed Elisa Giorgi, impegnati in queste ore assieme ai propri parlamentari per stimolare il governo ad adottare la misura migliore per dare fiato alle imprese e al sistema economico. «In queste ore decisive nelle quali il governo sta predisponendo un nuovo decreto di aiuti per famiglie e aziende proseguono i coordinatori pontini – stiamo chiedendo che venga adottata la nostra proposta che può dare subito risposta al bisogno primario di ogni attività, soprattutto per quelle che essendo più piccole sono più fragili in questa crisi, ovvero la possibilità di attivare prestiti bancari immediati interamente garantiti dallo Stato»
La formula? «La nostra proposta prevede che liberi professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori individuali e società fino a 50 milioni di fatturato possano fare domanda ad una banca chiedendo ognuno di avere il 25% del proprio fatturato del 2019. La banca eroga il prestito velocemente, senza burocrazia e senza controlli di rating grazie alla garanzia statale al 100%. L’importo viene restituito in 100 rate a partire dal gennaio 2022 con interessi a carico dello Stato. Per le attività nate negli ultimi 12-18 mesi, si può prendere a riferimento come parametro aggiuntivo quello del costo del lavoro. In questo modo l’impresa e il professionista posso riprendere a lavorare in sicurezza, senza trovarsi abbandonati nel dover pagare fornitori per acquisti e investimenti, dipendenti e collaboratori dopo lo stop imposto dai decreti».
Come coprire questi costi? «Per arrivare a movimentare una cifra sufficiente a sostenere le Partite IVA e le PMI con fatturato fino a 50 milioni – spiega Italia Viva -, lo Stato deve intervenire con uno stanziamento da 33 miliardi di euro (circa 2 punti percentuali di PIL): 33 miliardi di euro infatti consentono garanzie per 412,5 miliardi di euro. Un intervento reso possibile anche all’allentamento delle norme europee sugli impegni di bilancio. È una proposta concreta e realizzabile – concludono Giorgi e Archidiacono – che stiamo avanzando in queste ore al Governo e che chiediamo a chi la condivide di sostenere. Sono le ore in cui si definiscono i contenuti del decreto e non possiamo lasciare nulla di intentato per dare un aiuto vero al nostro sistema economico, soprattutto a quello fatto di piccole e medie attività che rappresentano il cuore pulsante della nostra economia territoriale e non solo. La preoccupazione è che tutto quello che non riusciremo a fare oggi potrebbe diventare il rimpianto di domani».
Nella foto: Renato Archidiacono

