Covid 19 / Senza esami e senza chiese per pregare per gli esami

Covid 19 / Senza esami e senza chiese per pregare per gli esami

12 Aprile 2020 0 Di Maria Corsetti

Sulle tue cosce tese chiuse come le chiese
Quando ti vuoi confessare

(Antonello Venditti, Notte prima degli esami)

 

 

Sono queste notti prima degli esami che non si sa se, quando, come si faranno.

Ragazzi giunti al traguardo della maturità, costretti a rinunciare a tutti i cerimoniali, con il Mak P 100 festeggiato border line (cadeva il 9 marzo, a scuole già chiuse e l’Italia che ha chiuso in serata).

Pasqua prima degli esami, con le chiese aperte e vuote nella mattina della resurrezione. Chiuse, serrate, nella notte della morte.

Latina è una città che esteticamente si presta al vuoto, ma in queste albe la nebbia toglie il rosa del saluto alla notte e la città deserta diventa un vecchio brutto film.

E’ tutto fermo e vuoto nel giorno della Resurrezione, solo l’ospedale sembra vivo, ma in questo vecchio brutto film la ciminiera delle caldaie ricorda quelle dei forni di un’epoca mica tanto lontana.

Si deve fare mattina, deve alzarsi alto il sole per colorare il cielo. Pasqua arriva dopo più di un mese chiusi in casa, di un mese in cui si è dato fondo a tutte le comunicazioni social, settimana dopo settimana la videochiamata ha perso il suo smalto. Per gli auguri basta un messaggio.

Le tavole sono ben imbandite, le chiese sempre più vuote. Più impressionante per chi non frequenta, ma è abituato a vedere gente che va e che viene e le campane che suonano a raccolta, non a vuoto, che il vuoto è anche qui nel suono delle campane.

“Chiuse come le chiese quando ti vuoi confessare”.

Se c’è un momento in cui la fede aumenta, in chiesa si vede qualche volto nuovo e in cielo arriva qualche preghiera in più, è a ridosso degli esami, quelli di maturità in particolare. Almeno nel mondo ribelle lasciato dagli anni ’70 era così. Contestare va bene, male non fa una preghiera.

Siamo rimasti senza esami e senza chiese. Tutto online. Che se per un attimo spegni, ma davvero lo spegni, il telefono e anche il computer senti il silenzio che pensieri che dà.