Bilancio comune di Latina, caro sindaco ti manca Gianni Letta o Andrea Pirlo
17 Aprile 2020Seguo, distrattamente, la discussione sul bilancio comunale di Latina. Si sta discutendo, di fretta, un bilancio che il sindaco Damiano Coletta ha evitato in tutta calma di approvare a dicembre, poi a gennaio, poi a febbraio, scoprendo la fretta a fine marzo. Capita di cambiare idea, ma questo è nell’ordine dell’amministrare. Il nodo è che la città, Latina dico, ora non ha tempo per strategie finanziarie ma ha bisogno di azioni fattive. Questo è tempo di “spirito della Repubblica” e non di disquisizioni su come sarebbe la repubblica ideale. Solo che in 5 anni hai messo in campo una squadra che fa il catenaccio in difesa con due che Gentile era un lassista, con il segretario generale Rosa Iovinella e il vicesindaco Paola Briganti, hai messo in attacco a mo di Gigi Riva, solo in area avversaria, Dario Bellini che appena tocca palla la butta sugli spalti. Ma? Ma non hai il centrocampo, quelli che giocano di fino, che impostano la corsa della palla, che cuciono le eleganti strategie del pallone, che fanno innamorare anche gli avversari. Non hai Andrea Pirlo e manco,. per uscire dalla metafora calcistica, uno come Gianni Letta, il tessitore di Berlusconi, che mentre tu fai il duro, lui tratta, considera, ascolta, consiglia gli avversari. Queste figure avrebbero avuto il prestigio necessario per dialogare con le minoranze, per rendere credibile, la tua richiesta di “spirito della Repubblica”. Stalin restava duro ma aveva Molotov, i democristiani erano atlantisti ma avevano Giorgio La Pira che, intanto, parlava con i russi.
Oggi chiedi collaborazione, ma hai mastini e non pastori maremmani (hai pure qualche pinchers, fastidiosissimo e buono alla compagnia e poco più) , o San Bernardo. Vedi i maremmani e i San Bernardo non sono meno cattivi degli altri, ma gli altri li riconoscono gran lavoratori, hanno prestigio.
Un consiglio, ora c’è la tua partita decisiva, scegli il tuo Pirlo, il tuo Letta, ti servirà, affina qualche punta e apri al gioco che non sono tempi da catenaccio.

