Mi chiama Elvio, il mio barbiere… e il covid 19 muore stecchito. Elogio a Figaro
19 Aprile 2020 0 Di Lidano GrassucciPronto prontissimo son come il fulmine:
sono il factotum della città.
della città! della città! della città!
Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo;
a te fortuna non mancherà.
Giacomo Rossini, il barbiere di Siviglia
Sarà su prenotazione, sarà uno alla volta. ma che fa, l’importante è che sarà (ci vorrà ancora maggio, ma sarà). Elvio, Elvio Sai, mi manda un messaggio garbato che dice … tutto ricomincerà:
Equipe Sai rivolgendosi a voi clienti e amici….è lieta di informarvi che siamo vicini all’apertura del negozio…che vi sarà a breve comunicata con un mio messaggio….il negozio vi fornirà di ogni misura di sicurezza con adeguate norme per la tutela della persona con santificazione disinfestazione di ogni materiale utilizzato….e rispettando le giuste distanze…. si lavorerà solo su appuntamento come da normativa del governo, sperando di fare cosa gradita..vi auguriamo una serena giornata..a presto Elvio Sai e Dialmo Sai

Ops , avremo capelli governati, avremo tempo per chiacchiere del niente della città che è l’animo dei barbieri. Quando i dittatori vogliono “uccidere” la libertà chiudono i bar e i barbieri, covi di ogni rivolta i barbieri erano gli artigiani delle rivolte rosse, i “cullatori” di ogni libertà, l’animo profondo del volo di bocca in bocca del verbo di Mazzini. Hanno fatto l’Italia, hanno fatto la rivolta sociale, e ci hanno anche fatto beat quando era il tempo.
Tornano, cerusici per secoli anche del corpo, ora della bellezza.
Insomma ci rifaremo belli per tornare a guardare con commento le donne passare, torneremo a farci sfottò sul cliente che era passato un momento prima ma senza essere mai toccato. Ci parleremo con la mascherina ma sentiremo nella testa le mani sapienti e saremo, per quel che si può, nuovamente belli.
Nel mio paese i barbieri erano artisti, come tutti coloro che facevano le cose con la sapienza delle mani, erano impossibilitati ad andare alla libertà dei campi e la mattina facevano la loro necessità nel bosco, la macchia, poco fuori la città e amabilmente progettavano altre libertà oltre quelle del corpo. Loro, i barbieri conoscevano il prodotto del corpo sciolto per dirla alla Benigni ed erano Cac… all’acqua, Cac.. torto, Cac..sicco. Come dire erano ….”i factotum della città”
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Info sull'autore
Direttore di Fatto a Latina. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, Latina Quotidiano, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni. E' presidente dell' associazione "la scelta per Davide, Latina amica di Israele", presidente della giuria del Premio Camilla del Comune di Priverno. Portavoce del premio internazionale di fotografia Città di Latina

