La vignetta di De Amicis/ La libertà non è un dettaglio
20 Aprile 2020DIDASCALIA ALLA VIGNETTA DI ENZO DE AMICIS
Capisco i virologi e gli esperti vari che dopo un paio di mesi di fama dovranno tornare all’anonimato della clinica o della ricerca silente, ma ora è tempo di un altro tipo di esperti… “quelli della libertà”. Le esigenze sanitarie sono prioritarie ma quelle della libertà non sono da meno. Già il confronto di questi giorni è impostato male: se potremo aprire e cosa vietare. Il presupposto dialettico è invece: di tutto quel che abbiamo diritto a fare cosa può essere, e limitatamente, ancora “evitato”?

La Costituzione della Repubblica non è che è andata in pensione con quota donna, o si è distratta. Abbiamo vissuto, e vivremo, giorni eccezionali ma non passiamo dalla dittatura della prepotenza a quella della scienza, a quella della salute. Ogni cosa ha una sua priorità ma nel vivere civile la prima cosa da tutelare è la libertà. Ci abbiamo rinunciato con spirito comunitario, ma a tempo e per poco tempo, neanche un secondo di più del necessario. Non si discute se aprire, perché è diritto, ma quando e dobbiamo parlare di giorni e come, con le restrizioni minime. Di questi tempi ricordiamo che cacciammo un uomo che si sentiva investito dalla provvidenza, non vorrei trovarmi con nuove “gentilezze” investite dalla salute.


