Care amiche vi scrivo, anzi vi scrivo a forma di canto. La letteracanzone di Isa Baratta

Care amiche vi scrivo, anzi vi scrivo a forma di canto. La letteracanzone di Isa Baratta

21 Aprile 2020 0 Di Fatto a Latina

Siamo solo e diventiamo artigiani della ricerca dell’altro. In questi giorni mi scrivono per far leggere le loro cose, piccole e grandi. Ma ogni cosa grande è tante cose piccole. Isabella Baratta scrive con fantasia, con ricchezza dentro come un vulcano. Le idee le vengono non affardellate ma nell’ordine della musica. E’ bello poter ospitare la fantasia nel bisogno di socialità che abbiamo, da anime vive e non da anime in riserva. Questa lettera è un puzzle di musiche, un puzzle di distanze vicine, un quadro di una donna che dipinge il bisogno di avere accanto le amiche, di sentirsi viva nel suo argento addosso. Non è banale e questo la fa originale, grazie a lei che a scritto e a voi che gusterete il suo scritto e ad ogni passo troverete la musica che c’è. Perché stavolta Isabella ha fatto uno spartito

(l.g.)

 

 

Care amiche vi scrivo così mi distraggo un po’ “( L. Dalla) Sono giorni duri quelli che stiamo attraversando , chiusi in casa , non di certo perché lo abbiamo voluto noi .

“ A me va bene anche distanti , tanto vi porto con me”( Ultimo ). È vero , “ogni mattina mi sveglio e sento che mi mancano tutti quei particolari” (Ultimo) : l’ufficio , il caffè al bar , lo stare tra la gente.

“ Se potessi far tornare indietro il mondo” (Negramaro) vi porterei “ nei posti dove c’è del buon vino e festa , festa fino al mattino”( Litfiba) .

Mi mancate amiche ! Abbiamo passato insieme “ i migliori anni della nostra vita” ( R.Zero) . Abbiamo “ballato sul mondo” (Ligabue) senza mai smettere di sognare . “ Quanti viaggi che mancavano , biglietti comprati all’ultimo e lasciati sopra quel tavolo” (Mahmood) .

“ Ho una borsa di ricordi che non vanno più via” (Coez). So che , a volte , vi stresso , soprattutto quando “ vi mando un vocale di 10minuti soltanto per dirvi quanto sono felice” (the giornalisti) di sentirvi comunque vicine . Purtroppo in questa battaglia che stiamo affrontando non ci sono “né vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà “ (Arisa) .

Ma “vorrei ricordaste tra i drammi più brutti che il sole …esiste per tutti “ (T.Ferro) e “quando pensi che sia finita , è proprio allora che comincia la partita. Che fantastica storia è la vita” (Venditti). A voi capita mai di pensare …”che anno è , che giorno è “ (Battisti) . “

Stare da soli a volte , sì a volte fa paura” (P. Daniele) perché sai che lì fuori c’è il mondo e tu non puoi vederlo e “ogni giorno è un altro giorno da contare” (De Andrè) . Ma “passerà , passerà” (Baldi) e questa nostra Italia sarà più forte di prima e torneremo a dire “ baciami ancora”(Jovanotti) perché “sono ancora qua, e già “ (Vasco).

Amiche torneremo anche a “volare nel blu dipinto di blu” (Modugno). A volte mi capita di immaginare che “questa stanza non ha più pareti ma alberi” (G.Paoli). Non saremo mai più sole ma insieme “ per provare nuove sensazioni e farci trasportare dalle emozioni”(Zucchero).

E oggi “ in un mondo che prigioniero è , respiriamo liberi” (Battisti) perché liberi siamo nati. Ora vi lascio , amiche care , spero mi pensiate quanto io penso a voi e , ricordate che , nonostante tutto, “non finisce mica il cielo” (Mia Martini) . Guardatelo ogni tanto perché quello non finirà mai .

Isabella Baratta