Covid 19/ Quella lezione dei maestri che non hanno dimenticato i bimbi
21 Aprile 2020E c’è un rischio… dimenticare i bambini. La paura ci fa dimenticare i diritti di chi deve diventare uomo, donna, di chi deve crescere.
Per fare un uomo ci voglion vent’anni
Per fare un bimbo un’ora d’amore
Per una vita migliaia di ore
Per il dolore è abbastanza un minuto
Per il dolore è abbastanza un minuto.
Qui in questa strofa di Francesco Guccini c’è la chiave di questo tempo: la paura del dolore ci fa dimenticare l’ora d’amore e i 20 anni. In queste discussioni, fateci caso, non si menzionano mai i bimbi, il loro bisogno di correre, di stare con gli altri, di toccare il mondo per capirlo. Oggi, non perché lo sono stato in parte della mia vita (una parte bellissima), ma voglio ricordare gli insegnanti che dalla sera alla mattina si sono trovati senza scuola, e i ragazzi che si sono trovati a non poter andare a scuola. Si sono inventati i ragazzi e gli insegnanti cose che prima erano impossibili, si sono materializzate possibili. Si fanno lezioni che se ce lo avessero raccontato a gennaio avremmo detto… è fantasia. E i bambini davanti al pc aspettano l’ora di essere considerati cittadini, di essere non diversi perché piccoli, ma uomini piccoli con i loro bisogni grandi.
Elogio gli insegnanti, e mi scuseranno presidi e altri, ma la scuola resta il rapporto eccezionale che c’è tra chi insegna e chi impara, e ricordi per sempre i nomi degli insegnanti, niente gli altri. In Giappone l’imperatore si inchina solo davanti ai maestri, perché anche lui ne ha avuto bisogno.
Questa bistrattata scuola italiana si è ingegnata, si è inorgoglita, si è fatta grande nelle piccole cose.
I bambini in montagna, quelli soli nelle campagne, quelli tristi tra 4 mura nelle grandi città ad una certa ora hanno un appuntamento con il mondo che è oltre i genitori, è i compagni, gli amici, i maestri. Quelli che si rivedranno tra 40 anni e si ritroveranno tali e quali dopo un minuto.
Ecco ci sono stati dei piccoli grandi miracoli, mentre tutti avevano paura qualcuno ha dato appuntamento ai bambini, ci ha parlato, li ha ascoltati.
E’ morto in questi giorni Luis Sepulveda e ricorreva l’anniversario della morte di Gianni Rodari, loro sarebbero stati orgogliosi di questi appuntamenti, di questo amore. Per questo l’Italia rinascerà come è nata nel libro cuore, per la scuola seria e anche d’amore

