Bruchi affamati di primavera

Bruchi affamati di primavera

24 Aprile 2020 0 Di Maria Corsetti

Bruchi mangiafoglie all’arrembaggio. Con la primavera arrivano anche le larve e i bruchi della Lymantria dispar, piuttosto affamati e pronti a banchettare con le fronde degli alberi. Se le api soffrono, le farfalle scorrazzano, ma prima di diventare quel lepidottero leggiadro che in inglese gli vale il dolce nome di butterfly, si presentano con un altro aspetto, meno soave e tanto vorace. A richiamare l’attenzione è il Parco Riviera di Ulisse che sta mettendo a punto una serie di barriere ecosostenibili per arginare l’impatto con l’esercito dei divoratori.

«Anche quest’anno – dicono dal Parco – dobbiamo aspettarci una temporanea occupazione dei nostri alberi da parte delle larve e dei bruchi della Lymantria dispar. La farfalla ampiamente diffusa non solo in Europa e che ovunque provoca forti preoccupazioni, ma l’effetto dell’infestazione della Lymantria dispar, nonostante il forte impatto visivo, è sempre di breve durata e non dannoso per la sopravvivenza del bosco».

Non dannoso, ma da un punto di vista estetico il bosco ne risente, almeno per qualche settimana, quando viene completamente spolpato dai bruchi ingordi. Bruchi che non vanno confusi con quelli della Processionaria, molto più devastanti e anche pericolosi per chi, animali o uomini, venga in contatto a causa dell’alto potere urticante.

In conclusione bosco triste e farfalle felici: la favola del bruco che diventa farfalla raccontata dal punto di vista di un albero sarebbe molto meno poetica.