Giri apre alla politica post Covid 19: “dobbiamo allargare il campo, Lbc non si basta”

Giri apre alla politica post Covid 19: “dobbiamo allargare il campo, Lbc non si basta”

28 Aprile 2020 0 Di Lidano Grassucci

Mi dico… ma come faccio una intervista che non posso neanche andare a Latina? Mi dico… neanche l’intervistato può venire da me. Che tempi grami. Poi mi mettono (scaricano) sul Pc una piattaforma per poter fare collegamenti audio-video. Torno a quando papà mi riportò da Milano due telefoni giocattolo collegati a filo che permettevano a me, e mia sorella, di “telefonarci”. Ci siamo telefonati per mesi.

Farò un intervista con la nuova piattaforma e siccome è nuova, la piattaforma, io sono vecchio voglio intervistato uno nuovo e contatto Francesco Giri, segretario di Latina Bene Comune, e consigliere comunale di Latina. Mi dico, se i tempi sono mai stati eguali, ci vorranno portatori di idee diverse. Lui è cordialissimo e mi dice “va bene”. Nella vita c’è sempre una prima volta, e questa lo è.

Collegamento perfetto, il giocattolo funziona, ci pure vediamo, e proviamo la ventura.

Tutto quello che valeva fino al 28 febbraio oggi, semplicemente, non è?

“No, ha ragione, è cambiato l’amministrazione, la politica, è tempo di responsabilità, è tempo di rivedere le relazioni, le interlocuzioni”

Mi sta dicendo che l’idea di una amministrazione autosufficiente intorno a Lbc va “superata”?

“Nessuno è autosufficiente dobbiamo allungare lo sguardo, allargare la visione. I sistemi di alleanze anche immaginati ieri oggi debbono diventare cose concrete, bisogna allargare. E’ necessario il confronto tra soggetti vicini, con pari dignità. Un confronto vero, profondo e non certo per tatticismo del momento, ma questo è il momento in cui servono grandi progetti”

Mi dice di passare da una politica egoistica ad una politica generosa?

“Dire di passare da una politica narcisistica ad una politica del fare. Ho visto di buon occhio l’iniziativa proprio dello scorso febbario “Latina in corsa”, un tentativo di parlare a soggetti sociali nuovi, ma bisogna estenderlo anche alla politica, servono temi nuovi, uomini capaci di interpretarli senza che nessuno se ne senta l’esclusivista”

Facile a dirsi ma difficile da fare

“Noi, probabilmente, abbiamo passato una fase autoreferenziale, siamo stati timidi negli sforzi di dialogo. Ora sono tempi nuovi, dobbiamo andare al confronto con gli altri e dobbiamo iniziare dal campo largo dei progressisti”

Il partito democratico

“Certamente, ma non solo includerei pezzi dei 5 stelle, articoli 1, le tante esperienze civiche che oggi sono anche presenti nel gruppo misto in consiglio comunale. Tanti soggetti, ciascuno con il proprio peso, la sua storia”

Si ma il Pd ha un peso significativo

“Guardi che in questi giorni di difficoltà ho apprezzato e sto apprezzando l’azioni di Enrico Forte che si è messo a disposizione senza nulla chiedere, con lui Nicoletta Zuliani. Un modo di agire che è stato generoso per la città, in tempi naturalmente eccezionali. Ma è nei tempi eccezionali che maturano i cambiamenti”

Cosa comporta questo, prepara quasi una risposta al bisogno di allargamento

“Io faccio politica e osservo, non mi sostituisco alle scelte del sindaco. Ma credo che ci vogliono scelte coraggiose in tempi terribili”

 Allargare la giunta al Pd?

“Ribadisco, sono scelte del singolo ma, visto che il presidente Giuseppe Conte, ne sta facendo largo uso penso ad una task force che contribuisca alla fase difficile della “ricostruzione” che abbiamo davanti”. Dobbiamo immaginare anche un nuovo modello di sviluppo, un quadro strategico di ricostruzione, e sono necessarie intelligenze”

Chi ci metterebbe nella task force?

“Penso, allo stesso Forte, a Paolo Marini, a Cozzolino a Sesa Amici, Passamonti, Porcari… poi diventano tante, ma ci sono tante persone che potrebbero dare un contributo, ma la task force necessariamente deve essere ristretta. Ho fatto degli esempi che riguardano le persone ma anche aree culturali e politiche che si aggiungono alle nostre. Senza settarismi ma con l’idea di costruire”

La domanda è per far cosa, torniamo dal chi al “che fare”, per citare Lenin

“Oggi tutto è cambiato, dobbiamo anche pensare fuori dal già pensato io credo dobbiamo lavorare per tre cose, o intorno a tre cose: una grande infrastruttura telematica che ci dia quella connettività telematica capace di supportare nuovi modelli di lavoro, di produzione. Il tele lavoro sarà irreversibile e sei competitivo se hai reti efficienti. In Germania si viaggia in media a 50 megabit al secondo di media, in italia a 6.7, e Latina non è tra quelli che alzano la media. Poi penso alla mobilità, dobbiamo collegarci alla Alta Velocità, superare richieste che hanno prospettive di lungo periodo in una fase di cambiamento e restano impattanti penso all’aeroporto o alla viabilità su gomma”

E la terza, mi incuriosisce

“Uso dei simboli, oggi a Genova abbiamo “montato” l’ultimo pezzo di impalcato del nuovo ponte che sostituisce il Morandi, è la bandiera della rinascita. Penso alla riapertura del teatro, potrebbe essere la nostra idea di ripartenza”

I problemi si fanno opportunità?

“Questa crisi arriva dentro una situazione della città che era ferma da decenni, a volte servono gli strappi. Dobbiamo dare significato a tutto questo”

Una aggregazione per le elezioni del 2021?

“Oggi se pensassimo in termini del 2021 non faremmo un buon servizio alla città e a noi, abbiamo davanti tempi difficilissimi, serve una convergenza strategica non elettorale. Serve un modello di città non liste, quello sarà il problema di domani, rispetto alla città che sapremo progettare”

A proposito, abbiamo ragionato su soggetti politici che c’erano ma in questi due mesi è nata una nuova soggettività politica, quella dell’autogoverno della città. Mi riferisco ad associazioni per acquisto comune dai negozi di vicinato a Sabotino, a gruppo per l’emergenza alimentare. Tra l’altro è lo spirito originario di Lbc.

“Debbo fare una premessa, in casi come questi le società possono sviluppare nuovi egoismi o nuove generosità. In questi mesi è emersa la seconda e tanto a Latina. Questi nuovi soggetti sono una risorsa, vanno sostenuti. So che ci sono stati problemi con emergenza cibo, credo malintesi, ma certamente in questa fase non baderei troppo al rigore delle regole ma tanto alla generosità delle intenzioni. E colgo l’occasione per rendere merito a tutti per quanto hanno fatto, per l’impegno”

Un poco Lbc è diventato troppo “governativo”, una volta tra i socialisti ci si preoccupava della degenerazione da partito del lavoro a partito degli assessori

“L’esempio mi pare, alto certo è che nella prassi amministrativa forse abbiamo perso qualcosa di positivo di quel tempo fondativo e oggi dobbiamo recuperare”

Mi veniva in mente l’idea di cosa avreste fatto al tempo di lievito: raccolta cibo, preoccupazione per le persone sole

“Si, abbiamo perso qualche cosa. Per questo ringrazio con più forza quanti si sono impegnati per dare una risposta generosa rispetto alla crisi”.

La prima intervista, per me, dopo covid 19 è andata. E’ vero è cambiato tutto e se non cambi il mondo farà a meno di te. Vale nella vita, vale in politica. Chi resta solo ha perso

Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.

Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano

Mercedes Sosa, Todo Cambia