Covid 19 / Mistero per la riapertura di parrucchieri ed estetiste. L’appello della CNA

Covid 19 / Mistero per la riapertura di parrucchieri ed estetiste. L’appello della CNA

28 Aprile 2020 0 Di Maria Corsetti

Una rapida indagine su Facebook e sulle chat di whatsapp non lascia dubbi: la riapertura di barbieri, parrucchieri e saloni di estetica è la più invocata.

In tv la pubblicità si è adeguata al momento e promuove le tinture fatte in casa, sui social è un fiorire di tutorial sul taglio fai da te e inserzioni di smalti per le unghie che si applicano con facilità, in attesa della ripresa promessa delle attività si allungano le liste per essere tra i primi a poter riconquistare un aspetto ante lockdown.

Nel frattempo chi lavora nel settore ha non pochi problemi da affrontare, questo è un lavoro dove si incassa giorno per giorno, due mesi di fermo che stanno per diventare tre si tramutano in disperazione.

A intervenire è la CNA di Latina che fa presente come «Nel DPCM del 26 aprile non si fa alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica salvo che nella conferenza del Presidente del Consiglio si è parlato di uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno». Infatti si è parlato del primo giugno con tutte le ironie del caso: il primo giugno è lunedì, giorno di tradizionale chiusura di queste attività, il due giugno è festa e già bisogna chiudere di nuovo. Non è questo il problema. Secondo Antonello Testa, direttore della CNA Latina «Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie emanate a seguito del COVID-19». Ma «Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto».

Tra le righe: qui si rischia di riaprire e di non essere a norma perché il giorno prima decidono quali sono le norme e quindi decidono di fare cassa a suon di multe. Storia vecchia. Quindi, almeno, chi ogni giorno alza la serranda e sta per ore in piedi a lavorare, ha il diritto di sapere quali misure deve adottare. No che ti arriva qualcuno a contestare la mascherina di un colore non previsto anche se tutti i requisiti di sicurezza sono rispettati. Perché c’è da aspettarselo.

«Appare sempre più evidente – prosegue Testa – che le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale. Quando parliamo di acconciatori, estetisti parliamo di un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione. È incomprensibile come nei loro confronti ci sia una preoccupante disattenzione da parte del Governo».

Testa conclude con una richiesta piuttosto ardita: «È quanto mai necessario che il Governo dia subito segnali chiari e risposte certe» assicurando che «Per quanto ci riguarda interesseremo a partire dai livelli locali tutte le figure istituzionali competenti».