1 maggio, il riscatto del lavoro dei suoi figli opra sarà

1 maggio, il riscatto del lavoro dei suoi figli opra sarà

1 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Mio nonno Lidano era di poche parole, anzi quasi senza parole (tranne se aiutato dal vino), mi prese da parte a 14 anni e mi disse: “gl’omo po radduce puro alle 4 della domano, basta ca alle 5 s’arizza e va a fatia’” (trd. un uomo può rientrare anche alle 4 del mattino, basta che alle 5 si alza e va al lavoro).

Mi insegnò che sei libero se lavori se non dipendi da alcuno e quando arrivarono i fascisti a chiedergli di tesserarsi rispose “I campo dello me”. Il suo erano le braccia e il mulo, sarà per questo che amo i muli.

Uso un lessico familiare per questa festa che non è festa di tutti, non ha santi, non ha messe è la festa laica di chi un giorno si mise un garofano rosso al petto e penso alla sua dignità, a quella di quella della gente come lui che aveva in dote solo la prole.

Ma sono cose antiche… ditelo a chi muore per lavoro, a chi non vive perché non ha lavoro, a chi è reso indegno per poter sopravvivere.

Vedete fino a quando ci sarà uno solo che ha bisogno ci sarà bisogno di quelli del primo maggio. Il lavoro è lo strumento della dignità.

Prendevo un chiodo e cercavo di conficcarlo nelle mani di nonno, non ci riuscivo erano di cuoio. Segnate dalla fatica, ma lui poteva dire “campo de lo me”, e per questo fu libero. Non diceva molto lui, c’era poco da dire se nasci ultimo, sapeva che il riscatto non l’avrebbe visto, ma me lo ha insegnato per darmi in eredità una utopia, una bellissima utopia.

Su fratelli, su compagne, su, venite in fitta schiera: sulla libera bandiera splende il sol dell’avvenir.

Nelle pene e nell’insulto ci stringemmo in mutuo patto, la gran causa del riscatto niun di noi vorrà tradir.

Il riscatto del lavoro dei suoi figli opra sarà: o vivremo del lavoro o pugnando si morrà.

Filippo Turati, socialista