Il lavoro in sospeso e i calli di papà, di Isabella Baratta
1 Maggio 2020Isabella Baratta mi manda un pezzo sul primo maggio, lei viene da generazioni diverse tanto dalla mia, ma dentro nel profondo il passare del tempo segna una costante nel tempo. Esiste sulle nostre montagne una cultura profonda, radicata, magari non esplicitata: il lavoro non è un fine, è il sale della dignità. Il lavoro, che si richiama alla parola fatica, è si duro, spezza la schiena, ma consente di “camminare a schiena diritta”. Il lavoro ci fa, con un prezzo alto (la fatica) dignitosi davanti agli altri uomini. Dignitosi che non significa meglio, ma eguali. Ecco quel non togliersi il cappello davanti ad alcuno è il “lusso” che concede la “fatica”. Nel pezzo di Isabella esce come… un papavero rosso a maggio. Buona festa della fatica, buon riscatto del lavoro a te Isabella, lavoratrice in sospeso. (l.g)
Venerdì 1 maggio 2020 , la festa del lavoratore che ha lavoro ma non ce l’ha , e chi un lavoro non l’ha mai avuto di certo ora non lo avrà .
Pare un gioco di parole . La verità è che questo virus si sta portando via troppe cose : i sacrifici di una vita , i sogni appena nati , i desideri che nasceranno. E lotta ancora il lavoratore instancabile . Lotta in giacca e cravatta , col camice bianco , in divisa , in tuta , con l’elmetto. Mi tornano in mente le parole di Anna Frank : “ la pigrizia può sembrare attraente ma il lavoro da soddisfazione” .
È vero , può sembrare ma non è così . Stiamo “oziando” in questi giorni , ma ci sentiamo vuoti , spenti . Lavorare è sentirsi vivo , sentirsi parte di questo mondo. C’è ancora tanto da lottare . Bisogna amare ciò che si fa e riflettere sul valore del lavoro . A me lo ha insegnato mio padre quel valore .
Da piccola ero “gelosa” di quel mestiere che lo portava sempre lontano da me. Quando stavamo insieme , mi faceva vedere le sue mani , quasi per giustificarsi .
Io le accarezzavo . Erano nodose e piene di calli . Mi diceva : “ è la fatìa , ma mi piace anche se dura . Non sono schiavo del mio lavoro perché lo amo e mi permette di far parte di questo mondo , mi da la dignità”.
Tra le mille cose , ho imparato anche questo da mio padre . Il lavoro è dignità sì , lo dice anche Papa Francesco . Dice che non bisogna interpretarlo solamente come necessità economica per ottenere reddito .
È molto di più . È soprattutto un ambito in cui la persona può diventare persona , sperimenta la sua creatività , sperimenta i legami che la uniscono agli altri . È per questo che il lavoro è un’esperienza umana fondamentale .
Auguro a tutti una buona festa del lavoro , soprattutto in questo tempo e soprattutto a quei “lavoratori in sospeso” , me compresa, che esorto a non mollare ma continuare a lottare. Un giorno guarderemo indietro e saremo felici di non esserci mai arresi .
Isabella Baratta


