I muro lla tera, una storia di salti e di ossa: lettera di Andrea Nascani

I muro lla tera, una storia di salti e di ossa: lettera di Andrea Nascani

4 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Questa lettera me l’ha mandata Andrea Nascani (avvocato setino a Latina), uno dei tanti, come me,  “setini migrati”. Dico migrati e non emigrati perché a noi, Andrea è migrato (migrano le rondini per tornare, si emigra per mai più tornare) nel 1957, ci capita all’inizio di giustificare lo spostamento cercando nel “nuovo mondo” una giustificazione al partire, poi per un poco ti ritrovi che quasi dimentichi il problema che ad un certo punto ritorna, come le macchie di calcare che non vanno mai via. Diventi setino di ritorno, sensibili a radici che restavano anche quando barcollavi nella vita. Andre ricorda se stesso in un angolo di Sezze che non è una parete vuota, una stanza da arredare ma è la vita stessa. E in questa storia ci sono anche le ossa, le ossa vere quelle che stavano sotto il belvedere, come se il loro esserci facevano da cannocchiale a chi guardava. Le foto sono di Andrea Nascani che nel 2002 è tornato sui suoi passi, in quel belvedere a cui vorrebbero togliere il vedere, a cui vorrebbero negare anche le ossa. Naturalmente noi che guardiamo dal basso nulla abbiamo a pretendere, se non nostalgie tutte nostre che diventano poesia di nostalgia, poesia di radici che ci hanno fatti quel che siamo, anche se da lontano poi, ma da vicino vicino prima. E mettere un ostacolo ad un salto e un santo sulle ossa non è bello, anzi… forse quel posto non è vuoto, ma è anima setina.

Andrea da ragazzo, insieme ad  altri goliardi sogno anche l’indipendenza setina… ma questa è un’altra storia che racconteremo un’altra volta.

L’ossario, oggi rimosso

LA LETTERA

Caro Lidano,

condivido integralmente le tue articolate riflessioni. I muro lla tera non deve essere toccato. Io ricordo che, da bambino, scavalcavo il parapetto (è sempre lo stesso), mi aggrappavo con le mani all’inferriata, mi distendevo verticalmente, mi lasciavo andare e cadevo, senza conseguenze negative, sul viottolo sottostante.

Alla base ‘gli muro lla tera c’erano delle feritoie e, sbirciando al suo interno, si potevano vedere montagne di teschi e di ossa umane. Sul lato destro gli muro c’era un piccolo passaggio attraverso il quale, con i miei compagni di avventura, si poteva entrare nell’ossario. Prendevamo in mano le ossa ed in particolare i teschi, per pura curiosità (chi, come me, aveva visto i cadaveri del bombardamento di Sant’Andrea, non poteva impressionarsi davanti a semplici scheletri umani.) Sono tornato circa 10/15 anni orsono sotto gli muro lla tera (percorrendo via della Gattuccia) e con grande disappunto ho rilevato che il Comune aveva rovinato la base gli muro lla tera perché aveva costruito una bruttissima copertura ritengo di una grande tubazione fognaria. Inoltre, le ossa non c’erano più, erano state portate chissà dove. Che delusione!!! Ora, con la statua, forse vogliono completare la deturpazione del Belvedere di Santa Maria.  Diceva bene Za Pippa. I dono gran pensiero ti mette.

Andrea Nascani