Rita Palombi: “Povero San Lidano usato come simbolo di potere”

Rita Palombi: “Povero San Lidano usato come simbolo di potere”

6 Maggio 2020 0 Di Fatto a Latina

Esiste una idea della politica partecipata, ed una pedagogica. Esiste una politica in cui le scelte sono “discusse” e un’altra in cui sono “regali munifici”, gentilezze di chi conosce i corsi della storia e la bellezza. Esiste chi crede che i luoghi parlino per le loro storie, chi crede che siano spazi per vane glorie. La Repubblica non accetta regali, le signorie sono tutte un regalo per gentilezza del sovrano. Queste le scelte in campo, cito Norberto Bobbio che diceva che bisognava scegliere se stavi dalla parte degli ultimi o da quella del Signore, del padrone. Se sceglievi la prima opzione eri di sinistra, altrimenti eri conservatore. Sezze è sempre stata anarchica, non ha un castello, non ha avuto signori e le statue per strada sono poche, discrete e non di santi, ma c’erano tante chiese.  Per alimentare un dibattito ospitiamo un contributo di Rita Palombi, consigliere comunale di Sezze Bene Comune sull’argomento Statua di San Lidano al Belvedere di Sezze. Buona lettura, pronti ad ospitare tutte le opinioni, perché in democrazia si discute, nella paura si impone e di paura abbiamo già il virus che ci basta e ci avanza (l.g.)

 

 

La pandemia che stiamo affrontando da diverso tempo a questa parte, c’ha fatto comprendere come sia importante il concetto di squadra, condivisione, reciprocità, solidarietà, tolleranza, determinazione, affidabilità, trasparenza, fiducia, speranza e coraggio da esprimere in un momento dove le paure, le angosce, l’incerto, la rabbia, la disperazione e l’isolamento tendono a sopraffare gli animi anche dei più ottimisti.
Siamo condizionati da cambiamenti radicali e tutto il periodo di isolamento vissuto e in parte ancora attivo, avrebbe dovuto farci capire come siano importanti gli aspetti sopraelencati. Faccio questa premessa per descrivere il mio stato d’animo e le mie perplessità a fronte di una strada intrapresa da parte dell’Amministrazione setina con a capo il Sindaco sulla questione del Belvedere. Il Covid19, fortunatamente, non ha l’effetto dell’Alzheimer e rientrare parzialmente al lavoro per trovare una proposta di selibera sull’abuso perpetrato al Muro lla tera è francamente deludente.

La politica non è opinione personale ma, per essere virtuosa, deve tendere ad esprimere un sentito comune, una esigenza collettiva, un interesse pubblico che va oltre i personalismi. Mi sarei aspettata un atto d’amore da parte di chi vuole, costi quel che costi, alzare un monumento alla gloria di un Santo che si starà rivoltando nella tomba.

Un atto d’amore caratterizzato dal confronto democratico per comprendere le ragioni di tutti, senza escludere nessuno. Un atto d’amore che esprima condivisione, dialogo, comunità, bene collettivo, memoria, storia, antropologia, cultura,
visione del mondo, ripulito dalle celebrazioni di parata di un potere fine a se stesso.

Un atto d’amore intriso di umiltà, di sentimento vero, quello empatico che entra nei panni altrui, quei panni anonimi, senza monumenti, senza esaltazioni e senza corone. Immagino San Lidano oggi, si sarebbe rimboccato le maniche e sarebbe stato tra i malati di Covid19 e si sarebbe pure risentito se qualcuno avesse “buttato soldi” per erigere una statua a sua memoria, anziché utilizzarli per scopi più umani, legati alla salvezza dei corpi e delle anime di Dio, quelle anime abbandonate a se stesse, quelle povere, quelle che, con questa emergenza sanitaria, rimarranno indietro per mancanza di strumenti e perché sono meno fortunati di altri. E’ proprio così, la diseguaglianza sociale è un tema da affrontare quanto prima ed è fondamentale proporre soluzioni affinché nessuno rimanga escluso.

Ma, ahimè! Di “esclusione” ne è intrisa l’aria, basti pensare che qualsiasi scelta fatta sul territorio, viene decisa nelle segrete stanze a cui non è dato il confronto nemmeno ai consiglieri comunali. Parlo del Belvedere, della Piazza di Sezze Scalo, del Parco di Piazzale delle Regioni e di quelle poche e sbilenche cose messe in piedi in maniera confusa, non partecipata e con un metodo che ricorda regimi totalitari.
Mi chiedo come si possano fare sonni tranquilli di fronte all’ipotesi che per un Santo non ci sia l’unanimità del Consiglio Comunale. Povero San Lidano! In mano a pochi che pensano alla politica come “potere” sulla sopraffazione del più debole, sulla vittoria dell’arrogante a scapito della coraggiosa espressione degli umili, sul controllo del voto con il “ricatto sociale”, sul pensiero “condizionato” anziché libero, sulla verità in tasca senza dubbio alcuno con una posizione diametralmente opposta a chi ogni giorno soffre in compagnia dei propri pensieri angosciati, sensibili ed empatici e che cerca di dare voce a chi non ha il coraggio di farlo.

Mi assalgono dubbi ogni minuto, poi , volgo lo sguardo sulla realtà che viviamo ogni giorno e mi rendo conto come, determinati “personaggi” abbiano costruito la loro fortuna sulla paura di un popolo troppo disperato per ribellarsi, troppo angosciato per pensare in maniera critica, troppo deluso per credere che possa esistere una politica virtuosa, trasparente, democratica e partecipata. Mi riservo di esporre gli aspetti tecnici della delibera nelle sedi appropriate, quando sarà il momento. Nel frattempo, ho sentito l’esigenza e l’obbligo morale di esprimere la mia libera opinione.

“La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche avere un’opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione”

Rita Palombi, consigliere comunale di Sezze Bene Comune