2 giugno/ La libertà non è una dittatura inversa

2 giugno/ La libertà non è una dittatura inversa

31 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Ci penso e ci ripenso: quanto è difficile la libertà. Ci penso perché è eccezionale la libertà incapace di esistere senza la libertà degli altri. Ci sono i “capicaseggiato” della libertà (si come ai tempo del fascismo in cui spiavano i liberi), che segnalano gli eterodossi, i folli, i strani facendo servigio al capo di turno che è l’unica cosa che sanno fare. Quelli che stanno sempre in un noi, branco feroce, mai liberi arditi della propria diversità, unicità.

Ma? Ma la libertà è altro, è quella cosa che “eterodossi” rispetto al potere hanno scritto non per se ma per gli altri. Socialisti come me che hanno messo per iscritto che il prete è libero di pregare perché solo così potevamo, noi continuare a bestemmiare. Comunisti che amavano la Russia come si ama il paradiso che hanno scritto della libertà di impresa che era dei maledetti padroni. Di noi sovversivi che ci ammanettavano abbiamo scritto della libertà del giudice anche dalla influenza del giusto sociale, nel rigore della legge.

Noi che abbiamo combattuto in armi i fascisti, abbiamo scritto che la libertà non escludeva nessuno, neanche chi non la voleva e chi, peggio ancora, la negò a noi col sangue.

Ma noi siamo diversi perché la libertà è diversa e non prevede la spia, ma la capacità di difendere ogni idea perché anche quella malsana è goccia della stessa lacrima se non c’è, quella che provocano i lupi. Noi siamo uomini.

E’ difficile dire al carnefice che difende l’impossibile che non sei d’accordo, ma lui può dirlo. Anzi aggiungere che ti faresti in quattro perché possa continuare a farlo e non chiedi la stessa cortesia.

La Repubblica è bellissima per questo, la mia parte viene dai patimenti, la mia parte viene dalla fame vera, noi siamo gli ultimi del mondo ma quando ci siamo messi a scrivere della libertà non  lo abbiamo fatto con il nostro rancore, ma con l’amore per il futuro. Ogni manifestazione di pensiero, anche la più distante da me, ogni volta che si fa ascoltare anche se mi verrebbe da bestemmiare, da vomitare, mi rafforza e rafforza la la nostra libertà.

La libertà non è una dittatura inversa, ed ha bisogno di uomini eguali perché gli imbecilli si sentono intelligenti, superiori e giusti noi ci sentiamo solo affamati del sapere prossimo.