Lezione di politica: Calvi, Giri e Scacchetti e la saggezza dell’arcobaleno
14 Giugno 2020Vi racconto una storia di tre amici miei, e vi dico pure come nascono gli amici e come la vita non la sappiamo raccontare. Una giornata brutta di giugno, di quelle che viene il sole, poi fa nero alla marina ed ecco il temporale. ma lo sanno tutti i bambini del mondo che, dopo il temporale, c’è la possibilità del sereno e se a Dio piacendo, al sole pure e l’acqua è d’accordo ecco l’arcobaleno. Alessandro Calvi lo fotografa e lo fotografa con il doppio arco, due arcobaleni su Latina, una foto a effetto e qui viene una strano effetto.
Alessandro è amico mio da tanto, lo è per il filo delle ragioni di quella storia socialista che era del padre e che dentro gli batte ancora, tanto che si meraviglia di un arcobaleno. E’ consigliere comunale di Forza Italia a Latina, la foto è bella e gli mette mi piace, Francesco Giri capo di Lbc, latina bene comune, e consigliere comunale anche lui ma di maggioranza e non tarda Francesco Scacchetti segretario del Pd di Roccagorga a dire della medesima bellezza. Scacchetti viene dai miei monti, Francesco Giri è pure il mio dentista ed ecco che capisci la bellezza di questa città, dove la gente si mischia le storie di incastrano e non c’è acidità.

Nessuno di loro tre ( i due Francesco e Alessandro), ha pensato ad essere padrone dell’arcobaleno, nessuno dei tre ha urlato l’ho visto prima io è mio, nessuno si è tirato indietro a dire dell’altro perchè quell’arcobaleno è di tutti.
Chissà se si capisce la bellezza di questa storia in chi invece ha sempre qualche rancore che giustifica livore. E’ bello avere una città dove un giorno di metà giugno che tra poco arriverà l’estate ha due arcobaleni e magari pensando a questo immaginano come sarebbe bella una città a colori.
Zucchero Fornaciari era figlio di anticlericali, il padre inveiva contro preti e preghiere e non le mandava a dire a Cristo. Ma la domenica al tempo del pranzo chiamava il figlio e gli ordinava: “va da quello e digli di venire a mangiare, sta solo”. Invitava il prete, il prete non indietreggiava di una virgola nella sua fede, il vecchio anticlericale men che meno ma il lambrusco sui tortellini era divino
Forse qui l’arcobaleno serve, un invito a pranzo
Nella foto l’immagine pubblicata da Alessandro Calvi


