Si alzano anche i Tassi contro Coletta, la fuga dalla nave senza rotta
15 Giugno 2020“La città chieda lo stato di calamità amministrativa”, non l’ho detto io che ho manifestato da sempre la mia distanza (abissale) con l’esperienza di Damiano Coletta a sindaco di Latina, lo ha detto in una intervista su Latin Oggi di Marianna Vicinanza, Oliver Tassi. Direte: sarà il capo dell’opposizione, direte lui si è opposto a questa esperienza così disastrosa. E sbagliate, perchè il Tassi è stato candidato ed eletto nelle liste di Coletta, è stato presidente del consiglio comunale per conto di Coletta. Insomma se c’è “calamità amministrativa” lui ne è quanto meno “complice”. Ho amato Robespierre perchè ci ha messo la testa sulle virtù, letteralmente, ma non mi è mai piaciuto Charles-Maurice de Talleyrand servitore del re, poi della rivoluzione, amando Napoleone e poi di nuovo a servire il Re di Francia (un re con un’altra capoccia perchè quello dell’inizio l’aveva perduta). Mi piace Robespierre che è così virtuoso da pagare per le sue perdute virtù, Talleryrand no perchè ogni sua posizione è smentita dalla prossima. Mi piace la guardia che a Waterloo si immola per l’imperatore, mi piace Cambronne che quando tutto era perduto alla pietà degli inglesi che lo invitano alla resa risponde “merde” e ci lascia le penne.
Difficile era attaccare Coletta quando era la quinta essenza del vincete, facile ora che resiste in un ridotto. Difficile quando c’era il branco pronto a spolpare la vittoria e ogni eresia con la fame di chi non ha mai mangiato.
Cambiare opinione è cosa doverosa, se non cambi opinione sei destinato all’estinzione, ma serve sempre garbo e generosità. Poi nella sostanza Tassi non ha torto anche se ha sbagliato reato non è “calamità amministrativa” la colpa di Coletta, ma “ignavia amministrativa” ed è responsabilità condivisa.
Si può salvare Coletta? Sì, se fa il contrario di quello che ha fatto finora: pensare di bastarsi, nessuno si basta.


