La questione Coletta tra modestia, dialogo e “non c’è trippa per gatti” di Nathan

La questione Coletta tra modestia, dialogo e “non c’è trippa per gatti” di Nathan

16 Giugno 2020 0 Di Lidano Grassucci

Coro Damiano Coletta cominciamo dall’inizio: tu non sei Ernesto Nathan il sindaco laico che emancipò Roma dai preti; non sei Luigi Petroselli che governò Roma da sinistra e non hai dalla tua i contadini come Sandrino Di Trapano sindaco,comunista, di Sezze. Insomma sei sindaco, forse anche un grosso sindaco, ma non un grande sindaco. La cosa dovrebbe sgomberare il campo dalle illusioni, dovrebbe dimensionale le attese. Insomma caro Coletta non fai la differenza ma sei nella condizione di non essere indifferente. Quindi non avanzerei pretese ma disposizioni sì.

Gli altri? Agli altri inviterei al piacere della piazza dove tutti parlano con tutti e tra un bicchiere di vino, una gassosa e una mezza birra non si sa mai cosa ci esce fuori. Per indole parlo con tutti e… mi trovo bene perchè capisco gli altri, confermo me e ho incontrato idee che non sapevo.

Il combinato disposto di queste disponibilità fa l’interesse ma non a stare da una parte o dall’altra ma a capire la propria parte in commedia.

Ernesto Nathan era grande perchè si era mischiato: era italiano ma un poco inglese, ebreo nella città di Cristo, mazziniano dentro un regno, massone tra preti, irredentista nel paese dei tenemo famiglia. Originale perchè aperto alle sue stesse contraddizioni, rigoroso con le regole si racconta di lui il celebre motto coniato “non c’è trippa per gatti” a proposito della necessità di risparmiare danaro pubblico finanche nelle frattaglie da dare ai gatti, allora utilizzati dal Comune di Roma quali cacciatori di topi.

Serve questa cosa qua, l’eccezionalità di mischiare le normalità e badare financo ai gatti che si debbono ingegnare perchè il Comune non passa più la trippa. Se si vuole vincere bisogna rischiare, cacciare.

La storia trova esperienze, la politica soluzioni. Mentre Ernesto Nathan cambiava Roma i preti pregavano per il ritorno del Papa Re e i gatti si preparavano ad essere più romani. Ma bisogna avere ideali da cui partire, Nathan a 70 anni si arruolò per la prima guerra mondiale: credeva nell’Italia. Ecco cominciate dai valori non dalle immodestie.

Fuori dalle metafore esistono sfide complesse, risposte difficili vince la modestia che ha un ideale.