Sindaco di Latina, candidiamo piazza del Popolo

Sindaco di Latina, candidiamo piazza del Popolo

19 Giugno 2020 1 Di Lidano Grassucci

Si cerca una soluzione ad un problema che non è nel nome. Sapete cosa penso di Coletta e pure quelli prima non erano missili e neanche fuochi d’artificio per una festa a Santa Maria Goretti che non c’è. Perchè il nodo ogni volta che arriviamo a questo punto è… ma chi potrebbe fare il sindaco? E qui emerge il problema di sempre che, in questa città, non c’è riserva della Repubblica, non c’è il sentire collettivo che si costruisce nella piazza con dentro i bar, i circoli, gli incontri. Se cammini in centro non incontri nessuno che saluta tutti, ma ciascuno saluta, malvolentieri, qualcuno. Nessuno si ferma a fare gruppo rischiando la multa per ne norme anticovid. Lo stesso Coletta è una risposta estemporanea ad una mancanza, quella di una classe dirigente piuttosto che una proposta di classi dirigenti. La piazza è vuota, le strade di passaggio ed il saluto un miraggio. Alla domanda, chi farà il sindaco la risposta è vaga, impalpabile dove sono tante le ambizioni, poche le condivisioni.

Non c’è riserva della Repubblica perchè qui non è una repubblica ma un borgo con il podestà che viene da Roma. Antico vizio di accreditarsi per chi conosci e non per chi sei.

Davanti al Comune hanno fatto giardini nani con i fili di metallo per impedire il passo unano, messo piante in vasi per coprire l’ingresso, il Comune gioca a nascondino con i cittadini ma non sa che è lui che resta solo. Chi candidiamo a sindaco? La domanda è mal posta, ma ci serve un sindaco? La città anche dopo il covid se ne frega e si guardano le televisioni per avere ricadute da Roma, chiediamo strade per andarcene a Roma non per “viaggiare” a Roma, a Terracina, a Formia, a Frosinone, qui è una città termini, qui finisci e nessuno se la sente di farsi vedere a questo finire.

Io candiderei la piazza, mi impegnerei a fare il consiglio comunale in piazza, a sentire il tifo delle fazioni, le assurdità dei cittadini e non l’ordine delle educazioni.

Manca l’anarchia dei barbieri, la rivolta degli osti, e la libertà dei commercianti ma abbondiamo di militi obbedienti.

Io candiderei la piazza.