Anche quest’anno trebbiamo il grano, la speranza che non leggiamo
20 Giugno 2020Chiove o jesce ‘o sole,
Chi è bracciante a San Nicola
Ca butteglia chine ‘e vine
Tutte ‘e juorne va a zappà
Chi è bracciante a San Nicola
Ca butteglia chine ‘e vine
Tutte ‘e juorne va a zappà
Campagna, campagna
Comme è bella ‘a campagna
Comme è bella ‘a campagna
Campagna, Napoli Centrale
L’animo contadino ti pervade anche se sei vestito da cittadino, borghese e grasso pieno di filtri innaturali, pieno di presunzioni irreali. Sento in gola forte come aria a mancare la polvere del secco di giugno, secco di grano e di lontano il motore della mieti trebbia che ora “ruberà” l’oro contadino alla terra che uccide la schiena. E’ tempo di grano per voi che non lo sapete, e non immaginate che vi perdete, grano con tanto di baffi, grano duro. Era ancora erba ad aprile, a marzo era fresco di germoglio e prima aveva dormito un poco. Grano su questo piano, grano che è scommessa di rinunciare a mangiare dell’anno passato per avere la possibilità di mangiare un poco per quel che viene. Le auto passano veloci ed è facile ordinare… “mi dia del pane”, che farina è.
Grano duro con i baffi per fare la pasta, grano tenero sbarbato per fare il pane. Dio mio è giugno, ho ancora il sapore in bocca delle ciliegie.
Ma come il pane? Eccolo questo campo di grano che se lo vedi mica hai paura, perchè mangeremo ancora e un poco lo mettiamo da parte per ricominciare a sperare.
Era doveroso darvi questa notizia, che abbiamo cominciato a trebbiare e con la paglia ci faremo cappelli di Francia con i nastrini, poi le uova delle galline, le braccia contadine e ci rimetterà il maiale che sconta la sua bontà, e mangeremo le fettuccine, insieme per raccontare di quanto abbiamo mangiato quella volta la.
Ora vi lascio, piango un poco perchè alla mia mensa manca troppa gente e mi manca in questo presente, il micetto è nato qualche settimana fa e mi guarda curioso non sapendo ancora se sono bene o sono male, ma è pronto a formare l’antico patto: un poco di frattaglie basta che uccidi il topo a guardia del mio grano.
Vecchie storie di stupidi contadini.
Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio:
In un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io…
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
Con le tue spighe doni all’ uomo il pane, alle femmine l’ oro, alle femmine l’ oro…
In un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io…
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
Con le tue spighe doni all’ uomo il pane, alle femmine l’ oro, alle femmine l’ oro…
Francesco Guccini, la canzone dei 12 mesi
Nella foto, campo di grano campo di Sermoneta


