Maria Goretti: 70 anni fa la santa che voleva scegliere l’amore

Maria Goretti: 70 anni fa la santa che voleva scegliere l’amore

24 Giugno 2020 0 Di Lidano Grassucci

In una terra difficile, una storia difficile. Da un lato la forza bruta, dall’altro la virtù, in mezzo la vita ostile, difficile, dura, paurosa.

A pochi metri da un casale perduto tra fango e zanzare, alle Ferriere, pregavano la madre, una donna, secoli e secoli prima. Poco distante facevano il ferro modellando la natura. Un mondo senza regole, un mondo senza chiese, anzi qui le chiese sarebbero state come chiese nella tana dei cani. Terra di Maria Goretti.

Anche i santi non erano arrivati così vicini al mare, dopo l’Appia era terra senza legge, senza Dio

“A tentare opere di bonifica parziale dall’epoca medievale furono i religiosi. Alcuni monaci, seguaci di San Lidano ci provarono ai piedi dei Monti Lepini, sotto Sezze. Più tardi saranno i cluniacensi a realizzare altre canalizzazioni parziali, più o meno nella stessa zona. I cistercensi, nelle loro opere di canalizzazione che realizzarono, diedero vita al Fosso Nuovo, che ha dato il nome alla contrada di Fossanova, in cui sorge la storica Abbazia e che oggi è uno dei borghi più belli dell’intera provincia. “. Sono le parole usate dal portale del Comune di Latina per iniziare la storia di Latina. Un santo che si era fermato dove si poteva, il resto aveva bisogno della forza delle donne, della loro caparbia volontà i difendere l’amore amando e non l’amore imposto, strappato, violento. Dall’amore amato si diventa madri, dall’amore imposto si muore di morte ma anche vivendo.

Santa Maria Goretti è una santa-modello, una santa il cui miracolo è questa forza di volere il diritto di amare, di voler scegliere la virtù contro un destino già scritto con la parola destino. Si ribella, è sovversiva, urla e non tace.

Guardatela ora questa terra ribelle così supina, cosi anaffettiva, così violentata da venditori si sciroppi che sono acqua sporca descritti come salvezza.

I santi non sono mai banali “insegnano” vite, come Maria Goretti. Ed io sono laico, non credo ai miracoli, ma alle storie sì e questa è una storia così: ribellarsi al bruto, pretendere a costo della vita un amore amato, da amare.

Settanta anni fa la facevano santa i preti nei loro riti ma qui la veneravano già gli uomini e le donne per il suo esempio.

 

LA NOTA DEL VESCOVO

 

La Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno è pronta a ricordare il 70° anniversario della canonizzazione di Maria Goretti, che cade il 24 giugno. Infatti, in questo giorno del 1950 – Anno giubilare – papa Pio XII sul sagrato della Basilica di San Pietro proclamava Santa la piccola Maria Goretti. Per la prima volta nella storia della Chiesa una beata veniva canonizzata all’esterno della basilica, sulla piazza, davanti a trecentomila persone accorse a venerare la testimone dell’innocenza fanciullesca esaltata dal martirio. Il 5 luglio del 1902 fu accoltellata durante un tentativo di violenza sessuale. Il giorno successivo, per le complicanze dell’intervento chirurgico, morì all’ospedale di Nettuno all’età di 12 anni. Santa Maria Goretti è patrona della città di Latina e dell’Agro pontino.

Questa ricorrenza va ad innestarsi con il tradizionale Pellegrinaggio notturno a piedi alla casa del martirio di Maria Goretti, quello che si snoda da Latina fino alle Ferriere, il borgo rurale dove la Santa viveva con la famiglia, già programmato per il 28 giugno (di norma si tiene nell’ultima domenica di giugno). Un’iniziativa giunta alla 26esima edizione, che in questo periodo diventa un appuntamento davvero speciale. Chiaramente, a causa delle misure di sicurezza contro la pandemia di Covid–19, non ci sarà un vero e proprio pellegrinaggio a piedi ma, chi vorrà, potrà peregrinare in un sincero spirito di preghiera e di semplice devozione dalla propria abitazione alla Casa del Martirio, per partecipare alle 6 del mattino, come negli anni scorsi, alla Santa Messa presieduta dal vescovo Mariano Crociata.

Remigio Russo