Cispadania/ Il senso di Carturan, tacendo di Panigutti e Molon la borghesia veneta

Cispadania/ Il senso di Carturan, tacendo di Panigutti e Molon la borghesia veneta

21 Luglio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Mauro Carturan si è dimesso da sindaco di Cisterna con gran rumore, ma per capire davvero le sue intenzioni devi partire da lontano, da molto lontano: dall’arena di Verona.

Carturan è cispadano, parla cisternese anche troppo ma pensa veneto, è veneto. Ha occhi e mole da razza Piave, beve clinton non il vino dei Castelli.

Lui sa bene che nulla è come appare perché conosce la lirica dell’arena di Verona, è astuto e deve “diventare come i signori”, quelli delle ville lungo l’Adige che hanno gran facciate e dietro deludono. Sta negli intrighi della commedia di Carlo Goldoni con il senso delle sue maschere.

Inoltre Mauro è un monumento vivente al riscatto cispadano, è più longevo dell’unico paragonabile, Delio Redi sindaco e senatore di Latina: C’è stato anche Maurizio Mansutti come cispadano-sindaco, ma per poco, della città che i cispadani relegava nei borghi. Mauro è del Podgora, non sfondava a Latina, ha fatto l’eresia della guida cispadana a Cisterna, l’ultimo forte civile prima della palude. Come se Geronimo fosse stato scelto a comandante di Forte Apache. Lui è sindaco per una missione storica, non per impiccetti. Il nodo è che lo sa, e recita cantando da tenore. Non lascerà mai il suo posto. Il cispadano, lentamente ribalta la pretesa borghese della comunità pontina, ha Carturan sindaco, ma anche Sandro Panigutti direttore di Latina Oggi, Gianni Molon guida delle Generali. Per citarne due su tutti.

Lentamente, i cispadani, si sono assunti il ruolo che gli spettava per demografia. Certo il piccoloborghesismo mediocre colettismo è un “incidente” di percorso, ma nel silenzio i cispadani avanzano. La destra con il todino Finestra, il sermonetano Zaccheo, il setino Di Giorgi non li ha scelti, perchè è vero che amano la bonifica i cispadani, ma meno l’ammasso e i fattori, i franchi (intesa come moneta della repubblica cispadana) contano.

Mauro Carturan ha nel sangue la capacitò della Serenissima di sopravvivere a tutto e salvare la cristianità dai turchi, facendo affari con i turchi e facendo di ogni caso una opportunità. Quando i marinai di venezia di smarrirono nei mari del nord, al loro recupero tornarono con il baccalà. Mentre rischiavano la pelle pensavano a come capitalizzare l’eventuale salvezza.

Ecco sono così, gente nella storia, lentopede ma non mollano mai, e Carturan men che mai. Sotto la sua statua comunque ci sarà scritto: “Maurotto, che riscattò i cispadani tutti”, firmato:  Serenissima Repubblica di Venezia. 

E le dimissioni? A teatro se non è lirica è Goldoni. Intanto nasce una borghesia cispadana