La Repubblica Democratica Pontina, RDP e il muro

La Repubblica Democratica Pontina, RDP e il muro

23 Luglio 2020 0 Di Fatto a Latina

Buongiorno Direttore,

visto il successo della prima puntata del corso di “Sistemi Politici Pontini Comparati ” dedicata ai “Tre Regni di Sermoneta” e redatta dal Cittadino Sermonetano Complesso, non posso esimermi io, Cittadino Pontino Complesso, dall’illustrarle il sistema politico che regge il capoluogo della nostra provincia e la mia città, Latina, meglio conosciuta oggi come Repubblica Democratica Popolare Pontina.

La R.D.P.P. è di genesi più recente rispetto ai Tre Regni di Sermoneta, in quanto è sorta sulle ceneri di un vecchio e stanco regime proto-sovranista, ribaltato dalla Grande Rivoluzione civica dell’anno 2016 (per un solo anno non si è avuta la coincidenza con il centenario della gloriosa rivoluzione d’Ottobre. Maledetto calendario borghese).

Prima dell’avvento della Grande Rivoluzione, la vecchia Latina era (fatto sul quale convengono tutti i più eminenti storiografi moderni, da Fedez a Wanda Nara ) città del malaffare, sporca e decadente oltre che vergogna fascistoide per l’intera penisola libera d’Italia. Chi non ricorda le orribili scorribande su Corso Matteotti (allora Corso Dumini) delle milizie della Guardia di Ferro capitanate da Vincenzo Codreanu nel 2009 ?(la propaganda disse che era solo l’Adunata degli Alpini, ma noi sapevamo come stavano le cose).Oppure il farsesco obbligo al salto nel cerchio di fuoco, cui tutti i cittadini maschi furono costretti tra il 2011 ed il 2015 dal gerarca-podestà Giovanni Starace ?(in questo caso dissero che era il Festival Internazionale del Circo). Oggi questi sono solo brutti e tristi ricordi, abbagliati dal sole dell’avvenire sorto sull’agro pontino nelle “radiose giornate di giugno”, quando Damiano Bolivar, capitano del popolo e tra il popolo, portò le truppe benecomunarde alla presa del Palazzo d’Inverno .

Da allora ci abituammo al bello .

Certo non nascondo che i primi tempi, dopo la Grande Rivoluzione, furono duri. Subimmo vili attacchi e tentativi di sabotaggio ; basti ricordare gli incendi sovranisti dell’agosto del 2016 o la spostamento dei bagni chimici sui posti-auto per disabili, ad opera del gruppo terroristico “Fascisti Igienici”. Alla strategia della tensione contro-rivoluzionaria, rispose però immediatamente e senza indugio il Commissario alla Sicurezza Dario Brezniev, rispedendo, a mezzo ineffabili post, i fetidi agenti del capitalismo da dove erano venuti, ovvero nel fogne del deep web. Ancora oggi invero qualche timido ma patetico tentativo di riportare indietro le lancette della storia dobbiamo viverlo, purtroppo ad opera anche di nemici interni (che non mancano mai nelle rivoluzioni popolari ): consiglieri comunali che pretendono di chiedere ad un assessore all’ambiente che si tagli l’erba quando è troppo alta o guardiani delle isole ecologiche che aprono le porte agli sgherri dello Stato Imperialista delle Multinazionali.

Di loro si occuperà il Commissario alla Giustizia Gianmarco Vyšinski che li porterà di fronte al Tribunale del Popolo affinché ammettano le loro colpe; saranno spediti alla “strada interrotta” a redimersi, controllando che nessuno, in tempo di notte, commetta atti impuri sulle dorate spiagge protette (perché da noi sesso si, ma solo se eco-sostenibile )

Facciano o dicano comunque quello che credono i pochi oppositori rimasti in circolazione, perché il giornale del proletariato, il SOLE 24, ha decretato che il consenso del “migliore” sfiora oramai il sessanta per cento.

In verità nemmeno sarebbe necessaria consultazione alcuna sul gradimento popolare, perché la Repubblica Democratica Popolare Pontina è già nominalmente essa stessa popolo : Che fa il popolo? Non gradisce se stesso?

Se le strade sono piene di spazzatura non raccolta, il popolo con chi deve prendersela? Con un servizio di nettezza urbana inefficiente? No di certo. Deve prendersela con se stesso perché evidentemente è schiavo del sistema consumistico e consuma più di quanto dovrebbe, producendo rifiuti in modo eccessivo.

Le scalette per accesso al mare sono inagibili? Con chi deve prendersela il popolo ? Ma con se stesso che, incurante dei rischi di contagio del virus fintocineseinrealtàamerikano, pretende di assembrarsi liberamente sulle spiagge.

Non viene in mente al popolo che l’inagibilità delle predette scalette sia in realtà voluta appositamente per evitare gli assembramenti di cittadini poco disciplinati? Fortuna che la R.D.P.P. pensa anche ad educare il popolo che non comprende, grazie al controllo discreto mai implacabile dei vopos da spiaggia e degli amorevoli droni multietnici ( Fanno le stesse foto, ma li abbiamo dipinti di tutti i colori. Pure verdi per non discriminare nemmeno gli extraterrestri, non si sa mai).

Certo residua la possibilità che il popolo un giorno voti contro se stesso, cioè la R.D.P.P.

In questo caso c’è la soluzione Brecht. “ Se il popolo non è d’accordo, il Comitato Centrale nominerà un nuovo popolo

Cittadino Pontino Complesso