Eravamo sei cigni al chiosco

Eravamo sei cigni al chiosco

31 Luglio 2020 0 Di Maria Corsetti

Stamattina sono stata al mare, un po’ tardi per me, erano già le 7.30.

Mi sono fermata a Capoportiere, e sono andata a sinistra, spiaggia libera. Purtroppo avrei la possibilità, sempre a Capoportiere, di fruire di un stabilimento balneare, ma lì la spiaggia è vietata prima delle 8.30, che è l’orario in cui io solitamente rientro a casa. Ma queste sono vicende mie personali.

Mi piace andare prestissimo perché il mare è una tavola trasparente. La mia pigrizia, o la voglia di tuffarmi subito, però, mi ha fatto fermare subito.

Mi dispiace, se fossi andata più avanti, verso Rio Martino, se fossi arrivata al quarto chiosco, avrei goduto dal vivo uno spettacolo che ho potuto ammirare su Facebook, grazie agli scatti di Massimo Ferrari: sei cigni (credo madre, padre e quattro pargoli) che si facevano il bagnetto a un paio di metri dalla riva. Probabilmente sono arrivati dal lago per u

no spuntino. Dopo essersi fatti ammirare in acqua, sono andati in spiaggia, vicino ai bagnanti. Perché per quanto poetici, sono abbastanza furbastri e sanno che qualcosa da mangiare da quelle borse uscirà.

Però che figata scaricare le foto dei cigni e con whatsapp inoltrarle a spam a tutti quelli che non sanno neanche che a Latina c’è il mare. Tutt’al più sanno di Sabaudia, al massimo della bufalara. Signori, i cigni sono nostri, territorio del comune di Latina, così come il mare e le dune (più basse e più scure di quelle vip di Sabaudia, ma pur sempre dune).

Tra i commenti su Facebook qualcuno manifesta una certa perplessità sul controllo delle nascite, li definisce una specie invasiva che andrebbe rimossa. Non ne so molto, per ora mi tengo la poesia.

Ammetto che da tempo la mia ammirazione lirica per i gabbiani si è tramutata in una feroce antipatia, specie quando li sento gracchiare alle tre di notte. Ma sono gabbiani cittadini, hanno l’apertura alare di uno Pteranodonte, praticamente sono mostri modificati non dalla genetica, ma dalla vita comoda del cibo spazzatura, cioè rimediato nei cassonetti.

Per ora i cigni sono bellissimi e ci fanno anche un sacco di pubblicità sui social. C’è da temere, prima dell’invasione dei cigni, di quella dei turisti. Ma potremo sempre contare su una passerella scassata per farli desistere dal loro intento colonizzatore. I cigni invece qui ci arrivano volando, quindi le cose stanno bene così.

 

Foto di Massimo Ferrari