Roccagorga, le forzature boomerang della Piccaro

Roccagorga, le forzature boomerang della Piccaro

1 Agosto 2020 0 Di Fatto a Latina

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto del consiglio comunale di Roccagorga del Pd. Dal racconto pare che il sindaco abbia come fonte di ispirazione Wile e Coyote che, di professione fa il genio, organizza fantastiche trappole per catturare Bip Bip ma puntualmente ci finisce dentro lui.

LA NOTA

Ennesima tegola sulla giunta Piccaro che oltre a dimostrarsi incapace di azioni utili a tutelare la comunità continua a collezionare fallimenti nelle procedure amministrative. È il caso dell’ultimo consiglio comunale, svoltosi giovedì scorso dove sono stati costretti a ritirare diversi punti all’ordine del giorno tra cui una variazione di bilancio e un regolamento per le sponsorizzazioni degli eventi.

Il motivo, spiega Tullio Sante che insieme a Valeria Atrei del gruppo PD ha presentato una mozione d’ordine, è sempre lo stesso: non rispettano le regole stabilite dalle norme che regolano la vita dell’ente e provano sempre a forzare la mano pensando di esercitare un insignificante piccolo potere a danno della comunità.

Ma la discussione del consiglio ha visto anche emergere una preoccupante mancanza sensibilità verso i temi del sociale con l’approvazione di un regolamento per la Tari (tariffa per i rifiuti) in cui non sono stati accolti emendamenti nell’articolo delle riduzioni ed esenzioni utili a ridurre sensibilmente il gettito fiscale così come tra l’altro previsto dal Decreto Rilancio per coloro i quali acconsentono il pagamento tramite addebito bancario.

Appare sempre più evidente che ci troviamo di fronte ad un esperienza amministrativa che risulta essere completamente inadeguata. Tanto è che fanno addirittura fatica a mantenere collaborazione onerose come nel caso dell’azienda speciale di cui, essendo stato per 10 anni vicesindaco della giunta Amici, ne rivendico la scelta strategica sia per la qualità e per l’economicità dei servizi e una gestione funzionale ad assicurare la tranquillità dei lavoratori impiegati.