Un ospedale da fantascienza, si può fare

Un ospedale da fantascienza, si può fare

8 Agosto 2020 0 Di Maria Corsetti

La vera notizia è che c’è ancora chi dice “Si può fare”.

Imprenditori di provincia, di questo sud di Roma rimasto invischiato nelle melme di un Eldorado finito da decenni e decenni, evidentemente rinfrancati da come sono andate le cose con il Ponte Genova San Giorgio, hanno l’ardire di lanciare la sfida alla premiatissima burocrazia-politica-ricorsialtar & co.” con una proposta spiazzante che, riassunta in un tweet, potrebbe suonare così: «Noi vi facciamo il progetto dell’ospedale nuovo da realizzare a Borgo Piave, vi garantiamo che in tre anni, alla peggio non più di quattro, si realizza. E con il risparmio energetico rispetto alla struttura esistente ve lo ripagate in massimo trenta anni».

L’idea è partita da tempo, verrebbe da dire che l’emergenza Covid l’ha rinforzata. Si è progettato nel periodo nero della quarantena, con i contagi che divoravano il nord e mettevano a nudo l’impreparazione delle strutture. Si è riflettuto, si è anche modificata l’idea iniziale, perché di fronte a un allarme non ci si trovi impreparati.

Il nuovo ospedale ha preso forma su carta, su slide, presentate ieri dal presidente dell’ANCE, Associazione nazionale costruttori edili, di Latina, Pierantonio Palluzzi, con un trasporto tale che a un certo punto si è sentito in dovere di giustificare: «Se non fossimo così, così pronti a buttarci in avventure nuove, non potremmo fare questo lavoro».

È talmente entusiasta Palluzzi che non ha dubbi già sulla collocazione a Borgo Piave: «È un’area nella quale il piano regolatore generale prevede già un ospedale » e fin qui tutti d’accordo, poi aggiunge «è uno snodo cruciale tra l’autostrada Roma-Latina, la Cisterna-Valmontone…» Mi perdoni presidente, ma questa è science fiction della più spinta. L’ospedale nuovo gliela posso anche passare come fantasia e la prego di continuare a crederci, su queste strade no, meglio un oblio pietoso, arrangiamoci come si può, rattoppando la Pontina.

Ma veniamo al “nostro” ospedale, bellissimo ed efficiente, pieno di luce e di verde. Un bosco orizzontale, come ha detto Palluzzi (tutti i boschi sono orizzontali, ma qui si fa il verso a quello verticale di Milano), orizzontale sia perché le strutture sanitarie sono per loro natura sviluppate in piano, sia per una questione di sicurezza legata all’aeroporto (quello esistente, niente parabole fantasiose qui) che prevede un’altezza massima di 26 metri sopra la superficie del mare (il terreno del nuovo ospedale già sta a 13 metri sopra).

Le direttive circa l’efficienza sanitaria sono state affidate a Francesco Enrichens, uno dei massimi esperti italiani del settore. Enrichens ha studiato la domanda e l’offerta sanitaria della provincia di Latina, le caratteristiche del territorio e le ha coniugate con le avanguardie in fatto di strutture. Quindi si è confrontato con Massimo Rosolini e Giovanni Andrea Pol, rispettivamente presidente dell’Ordine degli architetti e presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Latina, che hanno messo a punto il progetto.

Sullo schermo alle spalle di Palluzzi scorrono le immagini, se ci fossero un paio di piscine si potrebbe pensare più a un resort che a un ospedale, tanto è curato nelle linee e intonato nel verde, più che di un bosco dà l’idea di un giardino mediterraneo.

Una struttura efficientissima dal punto di vista energetico, con tutte le novità mese in campo dalla tecnologia, molto lontano dal mostro energivoro dell’attuale Goretti che, spiega ancora Palluzzi «È nato il 23 marzo 1964. Nel 2024 compie 60 anni. Ha fatto il suo corso e deve essere sostituito. Il 23 marzo 201ì24 potrebbe essere il giorno dell’inaugurazione della nuova struttura». Ecco, abbiamo anche la data dell’inaugurazione, ora c’è da definire quella di inizio lavori.

Il costo? Senza girarci troppo intorno si parla di circa 380 milioni. Ma le procedure, le gare e tutto il cucuzzaro? «C’è un articolo del codice degli appalti – ha spiegato Rosolini – che permetterebbe di utilizzare questo progetto».

 

La vicenda è appassionante e qui ridotta in poche righe per questioni di sopravvivenza di chi legge, ma ieri la conferenza stampa è durata due ore.

Quattro anni sono dietro l’angolo. Con tutto quel verde c’è da immaginare che saranno trasferiti nella nuova struttura anche i conigli che saltellano nel giardino del padiglione Porfiri.

 

Alice: «Per quanto tempo è per sempre?»

Bianconiglio: «A volte, solo un secondo»
(Alice nel paese delle meraviglie)

 

Nella foto: un momento della conferenza stampa di presentazione

Per i video integrale di presentazione: https://www.facebook.com/presidenteancelatina/