Passo genovese al Sabotino prende la targa Fai ma il Comune non c’è

Passo genovese al Sabotino prende la targa Fai ma il Comune non c’è

9 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci

Ma chi lo dice che qui è tutto nuovo, tutto razionale, tutto da bisogno di un dittatore? Domani a Passo Genovese, vicino l’attuale Borgo Sabotino, verrà apposta la targa del FAI (fondo per l’ambiente italiano) che segnala i luoghi del cuore di questo paese. Una storia industriale di quando il Papa era re, di quando per fare Roma serviva il ferro e qui c’erano le ferriere, prima di Taranto, di Bagnoli, di Genova, di Terni. Qui sbarcava il ferro e il ponte consentiva il trasporto “veloce” del verro in entrata e del legno della “macchia di Caserta” (si chiamava così l’area boscova che andava dalle porte di Roma fino a Caserta nel Regno delle due Sicilie. Tutto questo quando… non c’era niente, o non ci sarebbe dovuto essere niente. Oggi la rinascita è opera delle comunità locali che cercando la loro identità profonda a fronte di una amministrazione comunale che gestisce mediocremente l’esistente e non ha neanche idea di una politica identitaria forte e le iniziative le subisce e non le governa, men che mai supporta. Infatti nell’invito per la cerimonia di domani manca il Comune di Latina, peccato esser sordi si perde la musica.

I PROTAGONISTI

Per ottenere la targa si sono mobilitati in tanti, la comunità intera che ha riscoperto l’orgoglio della loro storia che è lunga, lunga e non un lampo di luce nella notte. In Comune? Seguono le lucciole, si piccano di lesa maesta, giocano a dittatorelli da repubblica delle banane, dilettanti dalla coda di paglia. Ci vorrebbero valori e politica abbiamo boy scout senza neanche la volontà e anche il bello si fa triste.

 

LA STORIA DI PASSO GENOVESE SECONDO IL FAI

Il ponte prende il nome dal luogo dove i genovesi scaricarono il materiale ferroso proveniente dall’isola d’Elba e destinato alle Ferriere di Conca ( attuale Borgo Le Ferriere dove si trova la casa di Santa Maria Goretti ) dallo stesso ponte i genovesi caricavano il prezioso legname della foresta planiziaria per costruire le loro navi.il ponte fu fatto costruire negli anni tra il pontificato di Papa PIO VI e PIO VII per permettere di superare il fiume Rio Giordanello (oggi scomparso).