Latina: Coletta perde i treni della bellezza
10 Agosto 2020Nella vita se non hai coraggio non te lo puoi dare. A Passo Genovese hanno preso la targa del Fai (Fondo Ambiente italiano) da soli, civicamente, senza il Comune di Latina governato da civici. Al Nicolosi tentano la stessa, civicamente, senza il Comune governato dai civici. Il civismo di Coletta era nato con l’autorganizzazione intorno ad un albero (chi lo ricorda il gigante buono) e hanno tagliato più alberi loro di Bolsonaro in Brasile, a un programma di spettacoli (chi se lo ricorda Lievito?). Ora tagliano gli alberi e non lievita ancora il teatro comunale, per tacere della attenzione allo sport di un sindaco che era anche “campione” di calcio e alla fine qui lo sport non c’è più.
Ma perchè? Perchè l’idea civica di autorganizzazione sociale è diventata idolatria amministrativa con l’idea di essere casta e “migliori”. Pare la trama precisa de La fattoria degli animali di quel socialista utopista di Giorge Orwell, in cui la rivoluzione la si fa contro gli umani, ma poi tra gli animali i maiali diventano più eguali di tutti. Una amministrazione civica che si impantana in “regole” amministrative che la soffocano, nella dittatura dei dirigenti e degli apicali a scapito della… politica. Una posizione innaturale che produce un icocervo indigeribile, impossibile, brutto il Comune è chiuso (non ci va mai nessuno), i giardini interni ospitano autoerotiche feste dove i presenti commentano i lamenti della città estranea: “non c’è teatro, ma vengano qui a palazzo”.
Manca la politica e infatti il fronte Coletta non si è aperto, non riesce a diventare da cosa civica, a cosa politica. Lui, il sindaco, insieme a Tonino Terra, sindaco di Aprilia, alla Paola Villa, sindaco di Formia potevano essere i protagonisti di una diversa sinistra, ma la loro purezza presunta li ha isolati. Perchè, badate, rischia di perdere sempre chi già ha, nel confronto a sinistra chi gioca la partita più alta è chi fa il sindaco, non chi non lo ha già. La vittoria se non la gestisci è la prenotazione della sconfitta prossima, chi perde al massimo può vincere.
Coletta oggi non è civico, Coletta oggi non è nella politica, è solo il potere del Comune e tra 10 mesi torna a giro.
Nicolosi e Passo genovese concorrono alla gara italiana di bellezza, l’amministrazione della bellezza non c’è. Se fossi il sindaco non farei il permaloso ma cercherei di capire, perchè il culto della personalità genera mostri. La modestia di fare un passo verso gli altri lo renderebbe umano molto più del tenere il broncio.

