Racconti d’estate: la strana storia delle stelle da far rialzare la notte di San Lorenzo

Racconti d’estate: la strana storia delle stelle da far rialzare la notte di San Lorenzo

10 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci

Ora che il rumore delle cose ad esotiche effimere soddisfazioni sono “malati di covid 19”, abbiamo tempo. Tempo di non guardare sullo l’intorno ad altezza degli occhi ma ad alzarli, ad abbassarli, a trovare dimensioni diverse e prospettive altrettanto. Dicono che di questi tempi, anzi proprio questa notte, succedano cose incredibili. Immaginate la volta del cielo che gli antichi chiamavano firmamento, perché era evidentemente fermo, che si mette a lacrimare e la scia delle lacrime la potete guardare, vedere ed ora, ora di questo tempo capire.

Cadono le stelle perché stanche di aspettare e allora pensate alle vostre attese, deluse, che siete andati via e l’appuntamento non si è più ripresentato ma tramutato in… lacrime

Cadono come fanno le pere perché sono mature e debbono lasciare il posto per il viaggio che sanno di dover fare.

Cadono per accidente come fanno i bimbi quando si sbucciano le ginocchia, o gli anziani che hanno l’incedere stanco del tempo passato e si sentono un poco ridicoli di quel cadere

Cadono per dar si che sulla terra chi guarda possa immaginare quello che non ha mai osato fare e si rincorrono idee di corse a perdifiato, di quella volta che non hai avuto il coraggio di un bacio e dell’altra che dovevi alzare la voce.

Cadono per stimolare i pensieri, cadono nei pensieri, cadono pensieri cadenti che fanno luce negli stessi pensieri risorgenti. Come la mano di un bambino che rimette nel cielo al loro posto tutte le stelle cadute che sono nel suo cesto e rinasce il firmamento, loro le stelle hanno solo fatto un tuffo nel mare, ma per noi uomini sono la ragione che fa di questo tribolare la speranza di campare e restano i baci da dare.