Ospedale nuovo, le idee alternative

Ospedale nuovo, le idee alternative

10 Agosto 2020 0 Di Maria Corsetti

Sul gruppo Facebook Latina città progressista leggo alcune osservazioni a miei articoli che riportavano l’idea dell’Ance di realizzare un nuovo ospedale a Borgo Piave. Osservazioni comunque propositive, con un’idea alternativa di riqualificazione dell’area in cui insiste l’attuale Ospedale Goretti.

 

«Gentilissima Maria Corsetti….. proprio su questo gruppo, ipotizzavo dell’opportunità di evitare che il centro cittadino venga a perdere anche questa struttura che per occupazione e visitatori indotti, porta all’economia di centro città quotidianamente qualche migliaio di persone. Sempre in quell’intervento, parlavo dell’opportunità di evolvere l’attuale ambito ospedaliero inglobando tutto il piccolo e fallimentare mercatino al parcheggio, nonché quei piccoli edifici di cuscinetto compreso il piccolo hotel De La Ville e i due o tre piccoli edifici, in parte abbandonati. Ma di più, lì c’è l’opportunità di sviluppare e ottimizzare l’area cuscinetto del Parco San Marco, fino addirittura, nel caso ce ne fosse bisogno interessare l’enorme disastroso spazio del Mercato del martedì. Insomma creando viabilità connessa e in pare alternativa con accessi diretti già dal Piccarello (Appia+156+ Pontina) e Via Della Rosa, un miglior eliporto e strutture innovative a volontà, considerando che oggi una delle parti fondamentali di un complesso ospedaliero è basato sui piani sottostanti in quanto luoghi di connessione e distribuzione funzionale. Insomma un buon progetto architettonico/urbanistico, potrebbe evitare di trasformare la recente struttura ospedaliera del S.M. Goretti, in un cumulo immenso di macerie, che presto si trasformerebbero forse nell’ennesimo e alienante centro commerciale con anonime residenze e improbabili boschetti terrazzati. Ma visto che questa struttura ha nemmeno cinquant’anni, vederlo usato a mò di Klinex, sarebbe un inutile spreco. Allora, direi di resistere e concedere alla nostra città d’avere qualche edificio vecchietto, con poco lifting e con qualche ruga in più».

 

A questo commento risponde un altro utente «Non sono d’ accordo. La tecnica di costruzione, la tecnologia dei materiali e degli strumenti, l’esigenza di malati e accompagnatori fanno diventare vecchi dispendiosi e poco efficaci gli ospedali come quello di Latina. Ristrutturarlo costerebbe di più e non lo renderebbe moderno».

 

Per mia convinzione appoggerei il secondo commento, ma non si può negare l’importanza della visione del primo, un’analisi di tutta la zona, dall’Ospedale Goretti all’area mercato, nel pieno cuore della città. Si parte dal “piccolo e fallimentare mercatino”, una costruzione brutta e inutile alle spalle dell’Hotel De la Ville a pochi metri dall’Ospedale, nata con l’idea di fornire servizi a quell’indotto portato dai visitatori dei pazienti del Goretti e, perché no, a tutta la zona circostante, comunque popolosa. Nonostante il parcheggio, nonostante la centralità, è oggettivo che l’idea di quel mercatino – nato negli anni ’90 togliendo gli ambulanti dall’area adiacente Piazza Dante – non ha avuto un minuto di successo. L’idea è di ampliare il parcheggio. Da lì si passa al Parco San Marco, che rischiava di fare la fine del mercatino, invece in qualche modo sta prendendo piede anche se, considerati gli spazi ampi di cui dispone, non è mai (o forse qualche volta lo è, ma sempre in maniera marginale) meta di eventi, ricordo giusto qualche fiera con gli stand arrostiti sotto il sole, qualche inaugurazione e poi ognuno ci passeggia come può. Per chiudere si considera l’area mercato del martedì – con quella schifezza di fabbricato che solo a guardarlo si rischiano tetano e colera – e qualche immobile fatiscente a ridosso dell’Ospedale.

In sostanza: un paio di giorni a colpi di ruspa e almeno il parcheggio è assicurato per tutti. Giù il mercatino, giù un paio di costruzioni adiacenti, giù la casupola del mercato del martedì.

L’arringa a favore della ristrutturazione del Goretti è molto poetica e detta così lo fa guardare con più simpatia: « Ma visto che questa struttura ha nemmeno cinquant’anni, vederlo usato a mò di Klinex, sarebbe un inutile spreco. Allora, direi di resistere e concedere alla nostra città d’avere qualche edificio vecchietto, con poco lifting e con qualche ruga in più». Il timore, nel caso si demolisse, è che l’area venga adibita a centro commerciale o per costruirci le ennesime palazzine anonime. Sul centro commerciale qualche dubbio ce l’ho: mai come in questo momento l’e-commerce sta conoscendo il suo momento di gloria. Con Amazon che ti porta le cose a volte anche in giornata, comodamente a casa con la possibilità che, se non corrispondono o anche solo se non piacciono, si richiude il pacchetto e si rimanda indietro e un minuto dopo la pesa del pacco in restituzione hai la somma spesa di nuovo accreditata sul conto, in un momento così forse un nuovo centro commerciale non è proprio un’ideona. Sulle ennesime palazzine, invece, c’è da rifletterci, il rischio c’è e non sarebbe neanche una scelta illegittima della proprietà per recuperare somme. Un altro parco? Di congiunzione tra i Giardinetti e il San Marco? Un po’ di alberi già ci sono.

Veniamo al romanticismo: “concedere alla nostra città d’avere qualche edificio vecchietto, con poco lifting e con qualche ruga in più”. Qua temo che l’operazione sia piuttosto complicata, sarebbe come se una cinquantenne (eccomi), anche un po’ malandata (spero non troppo) e pretendere che abbia l’aspetto di una ventenne.

Per capire il risultato basta accendere la tv.

Un ospedale da fantascienza, si può fare

Ospedali e vecchie pellicce