Saremo tutti più smart, fatta eccezione per i vaccini

Saremo tutti più smart, fatta eccezione per i vaccini

12 Agosto 2020 0 Di Maria Corsetti

Tra le migliorie alle quali siamo stati costretti a causa dell’emergenza Covid 19 c’è sicuramente una maggiore igiene nei rapporti (basta toccarsi, baciarsi, biascicarsi addosso) e un passaggio veloce alle procedure informatiche, riducendo al minimo i contatti interpersonali.

Tradotto: se devi farti prescrivere una medicina dal medico di famiglia e quel medico ti conosce bene, è perfettamente al corrente del quadro clinico e dei farmaci di cui necessiti, oppure se sa che hai bisogno periodicamente di una visita specialistica per la quale è richiesta l’impegnativa, quel medico potrà inviarti la ricetta per via telematica. Si evitano assembramenti nella sala d’attesa – un grande classico, che rischia di scomparire con tutta la letteratura popolare che produce, dalla scusa per entrare prima, all’odio senza condizionale verso gli informatori medico scientifici – ma si snellisce tutta l’ordinaria amministrazione a patto che non si abusi della medicina telefonica.

 

Di fronte a tanto illuminato procedere, l’aspettativa sarebbe che se devi la prenotazione di una visita specialistica e il pagamento del relativo ticket avvenga per via telematica. E invece, e invece siamo al pre-covid, con tutte le aggravanti del caso.

Se una ragazza vuole fare il vaccino antipapilloma – quindi vuole mettere in campo una correttissima prevenzione peraltro piuttosto costosa, parliamo di 250 euro circa per i tre richiami del vaccino – non è che va su un sito, prenota il vaccino, paga e si presenta il giorno in cui le sarà somministrato. No.

La prima cosa che questa ragazza deve fare è capire dove andare. L’informazione è generica, dalle parti dell’Agenzia delle entrate. Cioè si accede in uno dei portoni che danno sul piazzale dal quale si accede all’Agenzia delle Entrate, l’immobile è diverso. Bisogna sapere che si tratta della scala C, che bisogna salire al primo piano e lì si è ricompensati con il primo indizio, un cartello A4 attaccato con lo scotch con scritto “Vaccini”.

Si sale un’altra rampa di scale, stavolta interne, e si è ricompensati con la assoluta gentilezza di chi ci lavora, che immediatamente ti dà il tagliandino con il quale si può pagare il vaccino.

Come si paga il vaccino? Per via telematica? Non se ne parla neanche. Bisogna recarsi nelle casse di Piazza Celli (l’entrata non è esattamente in Piazza Celli, ma questo è un dettaglio).

E per l’appuntamento? Nessun problema, appuntamento trenta persone alla volta, allo stesso orario. Poiché, lo ripeto, tutti quelli che lavorano alla Scala C sono bravissime persone, che hanno fatto per favorire quel minimo di distanziamento sociale? Hanno messo un rotolo con i numeretti attaccato alla porta e chiamano a gruppi di cinque. Per fortuna che la zona all’aperto è piuttosto ampia e coperta in maniera da evitare la pioggia o il troppo sole di questi giorni.

Un diversivo mentre si attende? Guardare la fila in attesa all’Agenzia delle Entrate. Ma, ad onore dell’ente di riscossione, va detto che si riesce a fare tutto telematicamente, anche a prenotare un appuntamento. Chi sta in fila è per propria scelta.