Latina: l’assestamento piace a tutti arriva il consociativismo in salsa Coletta

Latina: l’assestamento piace a tutti arriva il consociativismo in salsa Coletta

13 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci
Abbiamo fatto una bella riuscita
A questo punto la mela è avariata
Io me la vedo brutta ma, salviamo il salvabile
Per il momento sei tu quello che dà le carte
Però per tutti c’è un’unica sorte
Tutti sulla stessa barca, salviamo il salvabile, eeh
Salviamo il salvabile, ooh
Edoardo Bennato, salviamo il salvabile
Sono nato capoculo e di questo chiedo scusa ma come non mi piacciono le esclusive non mi piacciono le ammucchiate. In consiglio comunale di Latina il sindaco Damiano Coletta “gongola”: “mi hanno votato tutti l’assestamento di bilancio”. E’ il risultato della odierna assemblea comunale, un poco accaldata ma non di passione ma di afa proprio.
Ma come non eri tu che avevi diviso 4 anni fa il mondo tra buoni e cattivi e tu eri il “buono”? Avevi l’esclusiva dell’onesta. Ora ti hanno votato il bilancio quelli di prima e anche quelli, il Pd, del poi. Non capisco è un corto circuito, se tutti lo votano l’effetto è niente… se non c’è disaccordo non c’è peso per capire il bene e il male, è consociativismo con la, parole, vostre “vecchia politica”.
Non capisco, ora in Comune, siete tutti d’accordo. Si è fatta notte e tutte le vacche sono nere. Ma io so che ci sono chianine, maremmane, pezzate e voi mi dire: non siamo tutti bravi e buoni, ma come voi sulla lavagna avete diviso il mondo ora aveva cancellato la linea che divideva e avete ideato i buocatti o i cattobuo. Non capisco voi, ma manco l’opposizione: il sindaco ha la maggioranza (anche troppa), le opposizioni debbono opporsi e votare contro.
Sapete, fino a noia, che sono socialista e quando comunisti e democristiani si “consociarono”, lo chiamavano compromesso storico, noi socialisti dicemmo no, dicemmo che c’era bisogno di dialettica, di confronto, di differenze.
Dalla dialettica nasce la sintesi anche nei momenti di crisi, dal consociativismo l’inizio dell’immobilismo.
Sono partiti, i colettini, come dei Robespierre ora sono restauratori e i resatauratori già pensano al ritorno dei Borbone.
Nella foto Coletta con Claudio Durigon in comune