Teatro D’Annunzio: Coletta il sindaco sei tu, solo che non lo sai… fare
23 Agosto 2020Era diventato sindaco di Sezze il mio compagno socialista Antonio Maurizi, suo assessore era il compagno Enzo Ricci. Avevano i due spodestato il regno di Alessandro Di Trapano, sindaco comunista di Sezze per definizione. Di Trapano alla prima seduta chiede di parlare, allora il sindaco presiedeva l’assemblea e Maurizi sindaco in carico dice: “Ha chiesto di parlare il sindaco ne ha facoltà”. Enzo Ricci sbottà: “Antò ma i sindaco su tu”. In questo caso fece gioco il quarantennale dominio comunista e l’ingenuità dei rivoluzionari.
Capita che in politica le cose hanno una forma e non sono come si vorrebbe, ecco a Latina non hanno un Enzo Ricci che dice a Damiano Coletta a cui lui stesso, Coletta, ha rivolto l’interogazione: “Damià i sindaco su tu”. Parlamo della vicenda del teatro D’Annunzio di Latina.
Ma la nota di Coletta (lbc e Coletta sono la stessa cosa) all’indirizzo di Coletta è grave per la forma di evidente autoerotismo senza manco piacere, di assoluta idiozia politica.
Lbc (cioè Coletta) fa una petizione rivolta al sindaco (sempre Coletta) che del teatro è proprietario per sollecitarne la riapertura. Insomma coletta chiede a se stesso e non si risponde “perchè non riapro il teatro”
L’interrogazione è gravissima anche nella filosofia ipermoralista, di questo movimento: sostanzialmente dice che una pressione politica può allentare il rigore “regolamentare” dei Vigili del Fuoco. Cosa gravissima, i vigili del fuoco sono soggetto tecnico non politico, non agiscono per discrezione ma per dovere a tutela dei cittadini. Praticamente stanno facendo pressione su un organismo tecnico… siamo al ribaltamento di ogni logica del colettismo classico e alla nascita del colettismo furbo: le regole per gli amici si interpretano per i nemici si applicano.
I vigili del fuoco diventano “cattivi” per non volere il teatro aperto: è la biblioteca? e il palazzetto dello sport? e la piscina? Saranno le prossime petizioni di Coletta a Coletta?
Il sindaco di Coletta e i suoi bravi mi prendevano in giro perché nelle conferenze stampa chiedevo sempre: ma quando apre il teatro? Mi ha dato tante date di riapertura il sindaco, puntualmente smentite. I suoi bravi mi rammentavano che tutto era nato prima e che loro avrebbero seguito le regole, io mi permettevo di ricordare che non si vive “prima” e manco “domani”, ma sempre oggi. Ora la petizione non la fanno a prima (al Commissario prefettizio, a Di Giorgi e via dicendo) ma a chi sta al comune oggi, loro stessi.
Cioè 5 anni dopo fanno la mia stessa domanda. Ridicoli, improvvisati, ineducati, arroganti e sciocchi altro non posso dire.
Coletta si chiede “ma perchè non apro il teatro?”. La risposta è evidente “perchè non so capace”.
E ti rammento “ca i sindaco su tu”, solo che non lo sai mica ma non per storia politica come nella mia Sezze, ma per incapacità evidente.

