Se il Circeo eruttasse? Quell’effetto vulcano che è respiro di Circe

Se il Circeo eruttasse? Quell’effetto vulcano che è respiro di Circe

25 Agosto 2020 0 Di Lidano Grassucci

Se… dico se il Circeo eruttasse? Ma come, mica è un vulcano? No, ma è una maga che dorme e la maga può eruttare rabbia, amore o malinconia. Ripresa dal lato Sabaudia l’effetto è bellissimo, pare un vulcano che erutta “lapilli e lava”, fumo fino al cielo.

Strane cose capitano in un posto dove la magia indugia e i “razionali” bagnanti spiegheranno il fenomeno con nubi e vette, ma è evidente che qui c’è… il mistero di un monti che sta solo circondato dal mare d’acqua e dal pare piano lontano dai lepini, lontano dalle isole: una montagna sola che aspetta Ulisse per un amore perduto, impossibile ma assoluto e tra i boschi porci che sono stati uomini e uomini che hanno paura a diventare porci.

La foto è bellissima, l’effetto pure, ma pensateci al respiro di una maga addormentata. Quando ero piccolo mio padre mi ci portò a debita distanza: vedi è una maga che orme, e con il dito grosso mi ha disegnato sul monte quella donna che forse, segretamente, cercava in ogni donna del mondo. Mi fece vedere fronte e naso, bocca e mani a congiungersi. Da allora, e sono passati lustri, ogni volta che guardo quel monte rivedo il disegno di mio padre. Quando Piergiorgio Avvisati mi ha mandato la foto del “vulcano” Circe, ho pensato al respiro della maga che con il calo e il freddo si fa nuvola agli dei dell’Olimpo, alla bellezza. Poi ho guardato il mare per vedere se arrivava in orario Ulisse.

Sta di fatto che hanno visto Circe respirare.