Quando apriranno le scuole? La mattina che il bidello (di buona ora) aprirà il portone
25 Agosto 2020Non amo quelli che “saremo tutti morti”, non amo neanche quelli “va tutto bene”. Amo le ragioni che stanno nel mezzo. Il problema del covid non è una guerra di religione, ma una convivenza di ragioni. I miei colleghi si interrogano da mesi: “ma come riapriranno le scuole?”. Hanno frequentato poco le scuole perché dovrebbero sapere che si apriranno una mattina quando il bidello arriverà prima di tutti, metterà la chiave nella toppa e aprirà la scuola, come sempre.
I banchi? La scuola non è “i banchi”, la scuola non è “gli scuolabus”, la scuola non sono i genitori, i ministri, i medici, i virologi. La scuola è quel rapporto eccezionale e unico che lega per sempre i bambini, i ragazzi ai propri insegnanti e li lega tra loro… ribadisco: per sempre.
Il mio professore di matematica al liceo (il Grassi di Latina), Briganti, non diceva ipsilon, ma iupsilon. Feci il primo esame di economia all’università e davanti alla formula y=, andai diritto “iuspilon uguale…”. I professori che mi esaminavano gelarono, io lì per lì non capivo sapevo bene quello di cui parlavo (non sembra ma ero un ragazzetto che studiava). Poi con avvitamento doppio carpiato mi ripresi è ipsilon, scusate ma il mio professore siciliano... Risero tutti e mi chiesero di lui, me lo sogno ancora adesso e non con sorriso, ma dentro le formule ero una scheggia. La scuola non è le febbri che ho avuto, le assenze che ho fatto: ma il professor Briganti.
Veniva dalla passione per la storia e la geografia che mi ha trasferito non la scarlattina, che ho avuto da piccolo, manco la rosolia che non ricordo, subii anche un incidente stradale che in quinta elementare mi mise in lockdown per tre mesi, ma neanche quello segno la mia vita ma il gioco delle capitali, dei fiumi e delle città che mi insegnò il mi maestro, a Sezze, Silvio Sacripanti e la recitazione dell’incontro del Re con Garibaldi a Teano che fece scrivere a noi.
Ecco la scuola, miei cari, colleghi non riaprirà se ci saranno i banchi, i pulmini, i disinfettanti ma per la necessità dei bambini e dei ragazzi di diventare, inevitabilmente uomini: e voi non ci potete fare nulla, è la vita. E la vita non ha mai paura perchè mentre voi avete paura lei sta crescendo.
Foto: scusate la vanità, la mia classe delle elementari con il maestro Silvio Sacripanti


