Referendum: perché dico no
6 Settembre 2020«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»
Martin Niemöller (1892-1984)
Dico no al taglio dei parlamentari perché se sono superflui oggi 1000 parlamentari, domani saranno inutili in 600.
Dico no perché cerco una spiegazione e mi faccio una domanda: l’Italia era più piccola e più povera, perché Pietro Calamandrei, Umberto Terracini, Benedetto Croce, Giulio Einaudi hanno scelto 1000 parlamentari?
1000 perchè servirebbero mille Giacomo Matteotti,
Perchè tutti, tutti loro, di sensibilità diverse pensavano ad una “democrazia inclusiva”, dopo una “dittatura esclusiva”. Pensarono a ““Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani” per dirla con Massimo D’Azeglio.
Pensarono al Risorgimento e a secoli in cui gli italiani erano “massa”, non popolo.
Noi siamo da secoli calpesti e derisi, perchè non siam popolo, perchè siam divisi; raccolgaci un’ unica bandiera, una speme; di fonderci insieme già l’ora suonò. … il suon d’ogni squilla I Vespri suonò. Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte, Italia chiamò.
Per dirla con Goffredo Mameli che quel “siam pronti alla morte” mica lo ha scritto per scherzo, o per far rima, è morto veramente per la Repubblica Romana, italiana.
Non stiamo giocando, qui è in gioco l’idea di stare insieme, l’idea di vivere discutendo del nostro futuro.
I costituenti volevano che tutti si sentissero italiani, nessuno escluso e dal 1948, noi italiani, abbiamo condiviso il medesimo riscatto e se, per dirla alla Enzo Biagi, urli a Piazza Maggiore a Bologna “presidente”, si voltano tutti: il presidente della Repubblica, ma anche quello del condominio, del consiglio di classe, della bocciofila. Una democrazia partecipata, non determinata dagli altri.
Hanno abolito l’elezione diretta delle province. Abbiamo risparmiato? Neanche un centesimo, abbiamo meno servizi e una casta di carrieristi che lì fanno il bello e il cattivo tempo. Nei consigli comunali abbiamo stravolto la volontà degli elettori con inquietanti premi di maggioranza: abbiamo migliori servizi? Quanto abbiamo risparmiato?
“La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate fino ad ora”
Winston Churchill


