Latina: l’uomo che mi ha donato le mele di una antica cortesia

Latina: l’uomo che mi ha donato le mele di una antica cortesia

11 Settembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Mi ferma per strada con una antica cortesia ed un sorriso buono: “dottore, dottore… la cerco da giorni”. “Ma per cosa?” “Voglio regalarle le mie mele, sono del pezzo di terra che ho a Cori”.

E’ magro, piccolo, tutto nervi: “sono in pensione, facevo il pittore, il decoratore ma adesso mi dedico alle piante, come posso”. E’ lui che ha fatto rifiorire le aiuole del centro storico di Latina, che si dedica a tenerle in ordine come può.

La sua storia l’ho scritta a maggio del 2019, perché era controcorrente e per un altro motivo: conosco quella cortesia. Si conosco quella antica cortesia che hanno gli uomini che conoscono le piante, gli uomini che… Sapete anche mio nonno era così, piccolo che stava per conto suo. Orgoglio e le mani che legavano le vigne come si fanno i ricami a tombolo, che prendeva i fichi con una delicatezza con cui si modella il vetro con i soffi.

“Le voglio regalare le mie mele…”. Mi si mette un nodo alla gola, la cortesia è cosa dimenticata, il pensare all’altro per un dono senza nulla a pretendere solo: “le regalo agli amici”. Mi ha detto che sono amico suo, in un mondo in cui siamo colleghi, concittadini, soci, paesani, condivisori di medesimi spazi, divisi per colore di pelle, per copricapi, compagni di palestra. Lui dice… “agli amici ne regalo un poco e la cercavo per portarne poche anche a lei”.

Sono a Latina una città dove nessuno, o quasi, ti saluta, dove se ti fermi a fare una battuta, pensano al tempo perso e mai al sorriso guadagnato, dove per avere una cortesia devi sbracciarti a dire che ci sei e sei tu non un passante. Lui mi porta le mele.

Mio nonno mi portava le scafe a primavera, insieme alle nespole. Ai primi caldi erano tre, poi dieci, poi di più. Lui non le mangiava, prima doveva portarle a me che non avrei mai potuto dargli niente. Ogni volta, mai una volta diverso, poi il silenzio. Ho tanti anni ora, forse quelli di nonno di allora, o poco, meno ma sono rimasto dello stesso sasso.

Ho un amico che ama i fiori e mi ha donato le mele. In una città che non conosce dono, sorriso, perdono. Eppure in silenzio sta nascendo una città… umana.

https://fattoalatina.it/2020/05/21/esiste-una-latina-bella-luomo-dei-fiori-nella-citta-dei-bravi/