Edoardo Castagnina e quelle bancarelle piene di cultura “da mettere in tasca”
13 Settembre 2020A Latina, c’è stato un tempo in cui ti veniva voglia di libro mentre passeggiavi per la città. in ogni angolo c’era una libreria. Dalla Libreria storica Raimondo a quelle dei fratelli Sicconi che grazie a dio sono ancora aperte. Io adoravo quell’odore di carta dentro quei negozi, sarà per questo che non riesco a comprare i libri su Amazon, perché ho bisogno di sentire ancora quell’essenza che mi accompagna da una vita. Tra i librai storici, prima o poi li racconterò tutti, vorrei iniziare da Edoardo Castagnina, il libraio delle bancarelle.
C’era una volta a Latina, alla fine degli anni cinquanta, un ragazzo che ogni giorno portava due grosse valigie piene di fumetti e libri gialli usati, sotto i portici dell’Intendenza di Finanza, di fronte dove ora c’è La Feltrinelli. Quel ragazzo si chiamava Edoardo Castagnina, così iniziò la sua avventura di libraio. In poco tempo le sue due valigie divennero una bancarella, poi due, poi tre e alla fine riempì tutto il porticato con il permesso dell’Intendenza di Finanza.
La storia di Edoardo Castagnina
Edoardo Castagnina nasce ad Asmara, in Eritrea, il 19 settembre del 1938 ed è il secondo di sette figli. I suoi genitori sono di origini siciliane. Dopo qualche anno dalla fine della seconda guerra mondiale, la famiglia Castagnina è costretta ad abbandonare l’Eritrea per ragioni di sicurezza. Inizialmente vengono ospitati nel campo profughi di Latina, ma per avere una casa dovranno aspettare la costruzione del Villaggio Trieste.
Edoardo non può permettersi di studiare e dopo la quinta elementare inizia a lavorare. È ragazzo quando trova un lavoro stabile nell’officina meccanica della famiglia Iannicola, dove fabbricano scaffalature metalliche. Lì lavorano anche la notte e a lui va benissimo, perché così di giorno può dedicare il tempo alla sua passione per i libri, soprattutto gialli.

Le bancarelle di Edoardo Castagnina sotto i portici, di fronte la Standa
Va in giro a cercarli usati e li compra a un terzo del prezzo di copertina. Una volta che li ha letti li mette da parte. Inizia così ad andare sotto i portici e a venderli a metà del prezzo di copertina. Con il suo piccolo guadagno ne compra altri, riesce così nei primi anni sessanta ad allestire le sue prime bancarelle, ma abbandona l’usato per vendere libri nuovi, come una vera e propria libreria. È un sogno che si avvera. Gli affari cominciano a ingranare e lascia definitivamente il lavoro dell’officina.
Nel frattempo si sposa con Anna e ha due figli, Aldo e Antonella. La sua libreria diventa un punto di riferimento culturale in città, ed è anche ben frequentata. Molti professionisti si rivolgono a lui per trovare libri anche molto particolari. L’esperienza delle bancarelle inizia a replicarla nei periodi estivi nelle località balneari più frequentate, come Ponza o Anzio.
Per la sua alta competenza acquisita, alla fine degli anni settanta i librai più famosi di Roma, i fratelli Pecoriello, si affidano a lui per aprire nella Capitale la più grande libreria d’Italia, un ex cinema in via Appia Nuova. La Feltrinelli e la Mondatori ancora non esistevano.
Edoardo Castagnina è un instancabile innovatore, una persona vulcanica piena di idee. Sempre alla fine degli anni settanta, insieme a due amici, Carlo Fino, animatore culturale della città, e il regista Enzo De Pasquale, ideano un premio letterario: Latina per il Tascabile. Un successo che ben presto diverrà internazionale, con ospiti di assoluto rilievo letterario. Latina a livello culturale fa un gran balzo in avanti, e c’è anche la benedizione politica del leader democristiano Giulio Andreotti, cosa rara da queste parti.

Giulio Andreotti e Edoardo Castagnina
La tragedia nella famiglia Castagnina
Sembra andare tutto a gonfie vele a Edoardo, ma il destino gli riserva la cosa più innaturale del mondo, la perdita improvvisa di Antonella, la figlia di appena diciannove anni. Una tragedia che lo segnerà per il resto della sua vita. Ci vorranno cinque anni prima che il tempo lenisca un poco quell’immenso dolore, e quindi si getta nuovamente nel vortice del suo lavoro.

Antonella Castagnina, figlia di Edoardo scomparsa in giovane età
Nei primi anni novanta però, il premio Latina per il Tascabile si interrompe, i sindaci cambiano, pure la politica e molte volte non a beneficio della città, perché un premio così importante avrebbe dovuto continuare. Edoardo dopo quell’esperienza si allontana dalla sua città, va in Sardegna e in una tensostruttura, a Baia Sardinia, apre un grande spazio per la vendita di libri.
L’incontro con Aldo Castagnina
Incontro Aldo Castagnina, è un caro amico, ci conosciamo da cinquant’anni. Come me porta i segni del tempo, però si tiene in forma e veste giovanile. Lui non ha seguito le orme del papà, ha un negozio di abbigliamento per ragazze, I’Am, nel centro commerciale Latina Fiori.
Perché non hai voluto seguire le orme di tuo padre? Eppure avevi iniziato a lavorare con lui.
“Perché mi accorsi che sui libri non si guadagnava nulla. Con dispiacere scelsi di non continuare l’attività di mio padre, che capì la mia decisione. Sapeva anche lui che le librerie avrebbero vissuto tempi peggiori, e in effetti con l’avvento di Internet così è stato”
Raccontami un po’ di tuo papà
“Per un figlio il padre è sempre il punto di riferimento più importante, e mio padre lo è stato nei pregi e nei suoi difetti. Nei pregi trovo la caparbietà nell’inseguire e realizzare i suoi sogni. È riuscito a portare scrittori di primissimo piano a Latina, Piero Angela, Luciano De Crescenzo, Alfredo Pigna, Luciano Spadolini per citarne alcuni. Di quest’ultimo ho un simpatico aneddoto. Era venuto a Latina al Vittorio Veneto per un evento. A un certo punto scompare e la scorta va nel panico. Tutti a cercare Spadolini, che invece si era diretto a piedi, e in solitudine, verso piazza del Popolo per incontrare il suo amico Edoardo e comprare qualche libro raro, perché mio padre ne aveva sempre qualcuno per soddisfare la sua clientela più esigente. Lui viveva di riconoscenza e il regalo più grande in tal senso, glielo fece Giulio Andreotti in una conferenza al salone del libro di Torino. Disse con orgoglio di essere presidente di giuria del Premio Tascabile di Latina, ideato da una mente geniale di un piccolo libraio di provincia, e fece il suo nome. Questo era mio padre. Nella sua vita aprì una trentina di librerie e tante volte si è trovato in difficoltà economiche, perché tra i suoi difetti c’era quello di non sapersi amministrare, però ha avuto la fortuna di avere amici importanti che lo hanno sempre aiutato e di questo ne andava fiero, perché intorno a lui avvertiva un grande affetto.”

Edoardo Castagnina e il sindaco Ajmone Finestra, insieme allo scrittore Luciano De Crescenzo
Personaggi come Edoardo Castagnina, Carlo Fino, Enzo De Paquale, mancano fortemente alla nostra città. Persone che avevano una visone per farla uscire dall’anonimato. Personalmente a Edoardo Castagnina devo la gratitudine per avermi dato la possibilità di presentare nel 2003 il mio primo romanzo, nella sua ultima libreria che aveva aperto ad Aprilia. Mi affiancò, nell’occasione, un grande scrittore, Stanislao Nievo. Ricorderò sempre con affetto quella giornata.
Per dovere di cronaca, le bancarelle di Edoardo chiusero i battenti nel 1995 perché la Camera di Commercio, divenuta proprietaria del portico, non rinnovò il contratto. E Latina perse un po’ di cultura. Però io voglio continuare a sperare… forse è un sogno, ma quanto sarebbe bello riprendere quel premio letterario?!
Ringrazio Aldo Castagnina e la sua mamma Anna per la cortese disponibilità. E un pensiero va a Edoardo e alla bellissima figlia Antonella, che voglio immaginare di nuovo insieme


