Daniele Nardi: la sua sfida “possibile” nei giardini del Comune a Latina
13 Settembre 2020Come si può raccontare una storia che non si può vivere?
Dare forma a qualcosa di intangibile.
Usare le parole come corde, ramponi e piccozze e provare a portarvi lassù.
Sul tetto del mondo.
Come raccontarvi le storie di questi uomini straordinari?
Quanto sono pesanti i loro corpi, duri come la pietra, gelati dal vento e dalla
neve, che ci chiedono di salire, di non dimenticarli.
I guardiani del Nanga. Alpinisti eccezionali che si sono spinti alla conquista di
una vetta, e che non hanno più fatto ritorno.
Sono rimasti lì, a proteggere il loro sogno, la loro sfida, la loro ragione di vita.
Il Nanga Parbat.
Un gigante di 8126 metri d’altezza.
E’ l’incipit dello spettacolo “I guardiani del Nanga” che si tiene il 14 settembre 2020 alle 21 nei Giardini del Comune – Piazza del Popolo, 1 – Latina. info e prenotazione biglietti: assomitmacher@gmail.com / 327 085 4782

Daniele Nardi
Storie di (stra)ordinario alpinismo
di Gioia Battista
regia Stefano Scherini
con Nicola Ciaffoni
una produzione Mitmacher teatro e Botëghes Lagazoi
in collaborazione con Teatro del Carretto

alpinistiche dal primo tentativo di scalata, nel 1895, dell’inglese Albert
Frederick Mummery, ad oggi. Da Willy Merkl e le spedizioni tedesche
finanziate dal governo nazista, all’ascesa dei fratelli Messner, che si è
portata dietro oltre trent’anni di polemiche per la scomparsa prematura
di Gunther.
Dal primo alpinista venezuelano José Antonio Delgado all’altoatesino
Karl Unterkircher. Fino ad arrivare ai nostri giorni, con il polacco
Tomek Mackiewicz e l’italiano Daniele Nardi.
L’AUTRICE
GIOIA BATTISTA (nella foto di copertina) – drammaturga e scrittrice. Nata a Latina nel 1982. Si laurea a Trieste in Lettere con una tesi in
Drammaturgia Contemporanea, lavora da più di dieci anni in ambito teatrale come drammaturga e aiuto regista.
Dal 2007 al 2017 ha lavorato come aiuto regista residente presso il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, ha affiancato registi come Antonio Calenda, Furio Bordon, Serena Sinigaglia, Igor Pison e ha lavorato, tra gli altri, con i maestri Giorgio Albertazzi e Roberto Her litzka. Dal 2008 collabora come editor e correttore di bozze per lo scrittore e drammaturgo triestino Furio Bordon. Il testo inedito «Il corpo che parla» ha vinto il premio Adriana Monzani (già premio
Candoni) per la drammaturgia contemporanea, nel novembre del 2016. Ha collaborato con il Museo Svevo e Joyce di Trieste per la rassegna «Buon compleanno Svevo» con lo spettacolo «Una vita (da cani)» di cui è autrice e regista, rappresentato all’Auditorium Revoltella di Trieste, con Luciano Roman, Nino Bernardini e Stefano Bembi. Ha curato l’adattamento drammaturgico del testo «Lei Dunque Capirà» di Claudio Magris, per la regia di Antonio Calenda e l’interpretazione di Daniela Giovanetti, prodotto per il Festival VeliaTeatro nell’agosto del 2017. Nel settembre 2014 è andato in scena a Piemonte d’Istria il testo «Tornar – Una notte a Piemonte d’Istria» scritto a quattro mani con
il cantautore Simone Cristicchi. In occasione del Centenario della Grande Guerra scrive il testo «L’esercito dei matti» nel 2016, di cui viene rappresentato un estratto durante il Festival Tra le Rocce e il Cielo presso la Campana dei Caduti. Nella stagione 2017/2018 ha condotto con l’attore Luciano Roman dieci incontri di letteratura e teatro nel ciclo «Esercizi di memoria» presso l’Ex Convento di San Francesco a Pordenone, presentando letture da testi di Hassan Fathy con il prof. Mauro Bertagnin, Giuseppe Romualdi con il prof. Paolo Quazzolo, Goffredo Parise con il giornalista Ales sandro Mezzena Lona e Rodolfo Wilcock con il conduttore Edoardo Camurri.
Nel 2018, per l’attrice Daniela Giovanetti, il monologo originale a quattro voci «Iris e le altre», da cui è stato tratto un reading presentato in anteprima a Forlì nel marzo 2018, il testo è un’elaborazione di un capitolo del libro «Eccentrici in guerra» dello storico Andrea Santangelo. Nel febbraio 2019 è andato in scena il suo adattamento drammaturgico del romanzo «Il fantasma della Ferriera» per la Compagnia del Teatro degli Sterpi / Hangar Teatri di Trieste, e la regia di Ful vio Falzarano e nel giugno dello stesso anno ha debuttato per il TACT Festival l’adattamento origi-
nale del testo «Cold Water» di Francesco Guerrera per la regia di Valentina Milan.
Dall’estate 2019 è entrata a far parte come socia della Compagnia Mitmacher. Nell’ottobre 2019 è andato in scena nell’ambito del festival letterario della Barcolana: «Un mare di racconti» il suo testo: «Trieste, nel mare. Una raccolta di voci, onde e venti» un omaggio ai maggiori scrittori triestini.
Nel luglio del 2020 ha debuttato in prima nazione al Valtellina Teatro Festival il suo ultimo testo: «I guardiani del Nanga» per la regia di Stefano Scherini e con in scena Nicola Ciaffoni. Lo spettacolo è un testo di teatro di narrazione sull’alpinismo estremo e racconta di sette spedizioni sul Nanga Parbat tra il 1895 e il 2019.
Si occupa di corsi di scrittura e drammaturgia. Con il professore Paolo Quazzolo, docente di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Trieste, cura gli incontri del lunedì sul teatro e la dramma turgia presso lo spazio Hangar Teatri a Trieste. Ha collaborato con l’associazione MateâriuM di Udine con il progetto della Micro-scuola di scrittura.


Buonasera sono Roberta e anche io ho una storia di montagna da condividere.A gennaio di quest’anno mio nipote è rimasto su in montagna,la sua adorata montagna.Non si sceglie ma lei ti chiama.Davvero una Circe con Ulisse,una sirena ammaliatrice.Una volta saliti
non puoi più farne a meno,diventa uno stile di vita,la montagna prima di tutto.La morte fa parte del bagaglio che ti porti dietro,sai che puoi incontrarla,un crepaccio,una lastra di ghiaccio,uno scarpone ancora attaccato allo sci che vola nel vuoto !La tua passione resta quello che di più bello e vero hai regalato a noi rimasti quaggiù,che con gli occhi vitrei cerchiamo di farcene una ragione.Il tuo insegnamento non è andato perso,ma raccolto e tenuto stretto al cuore,quel cuore che tanto ti ha amato.ciao Marco.