Elezioni: il post Procaccini e il post De Meo che spingono Coletta
17 Settembre 2020Terracina è Stato Pontificio, Fondi è regno delle due Sicilie ma li si voterà anche per una città che quando queste due lo erano già, Latina non era neppure nella mente di Giove.
Terracina deve scegliere sull’eredità di Nicola Procaccini, Fondi sull’eredita di Salvatore De Meo. Il primo figlio di una destra ancora “ideale”, “identitaria” il secondo di una prospettiva della Fondi commerciale. L’assalto è forte ma diviso in mille rivoli che rendono l’assalto meno efficace. Quindi? Esiste una rendita di posizione di chi governa nell’assenza di dialettica dentro aspetti personalistici. Paradossalmente se vincerà il post De Meo, il post Procaccini il post Damiano Coletta sarà Coletta stesso. Le alternative si fanno percepire “a dispetto” e non alternative, tanto a dispetto da cancellare l’assoluta nullità amministrativa del sindaco di Latina. Siamo a settembre e Coletta è il solo in campo, ogni giorno che passa lui c’è e gli altri no. Annalisa Muzio si muove a dispetto di tutto, ma ha l’ardire di dire gli altri manco quello.
Coletta balla da solo, e non sa ballare. La destra oggi si propone con la consapevolezza di chi già si sente Papa, ma rischia il cardinalato per altri 5 anni, come 5 anni fa. Coletta è percepito dai piccolo borghesi come campione di riscatto delle loro frustrazioni, dalla sinistra come “meglio del peggio”, dal 5 stellismo come “comunque anticasta”, dal mondo cattolico pietoso e penitente come castità migliore del rumore libertino della destra. Una somma di piccole cose che messe insieme e senza ancora competitori si fa “grosso per quanto non è grande”.
Paradossalmente a Fondi il post De Meo delle due Sicilie e il post Procaccini papalino a Terracina favoriscono il liquido Coletta capace, come 5 anni fa, di assumere la forma di una improbabile rivolta, questa volta anche contro se stesso, “si vincerà”.


