Primo giorno di scuola: smascherati i genitori

Primo giorno di scuola: smascherati i genitori

24 Settembre 2020 0 Di Maria Corsetti

Non avevo nessuna intenzione di scrivere questo pezzo, avevo deciso di lasciare l’epica del primo giorno di scuola 2020 alle pagine di Facebook, da sempre superstar in questa occasione, che vedono bambini piuttosto scocciati con il grembiule nuovo trascinarsi dietro un zaino trolley che non riesco a capire cosa possa esserci dentro, e, in primo piano, mamma e papà -incredibilmente insieme e sorridenti, consegnare i cuccioli al loro destino.

Questa mattina avevo deciso di andare al mare – lavoro in una scuola che è anche serale, prendo servizio nel pomeriggio – ma poi sono inciampata nel G. B. Grassi e ho visto i ragazzi entrare in ordine, tutti con la mascherina.

Mentre il mio cervello elaborava una frase ad effetto da abbinare alla foto nel post su Facebook,  la memoria più antica, quella sepolta ma sempre in agguato, mi ha fatto notare che avrei dato visibilità al G.B.Grassi, al liceo scientifico G.B. Grassi, tralasciando il Liceo classico Dante Alighieri, la mia scuola. Dove ho trovato altrettanta civiltà tra i ragazzi. Non posso riportare di quelli del Vittorio Veneto perché erano già tutti dentro.

Quindi, dopo aver fatto la foto allo scientifico, sono tornata indietro verso il centro, direzione classico, con diverse fermate intermedie davanti alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie.

In Via Botticelli ( scuola media Volta) la scena ricorda i tempi della Caduta del Muro di Berlino, con le persone che si arrampicano e si abbracciano. Per chiarezza: la scuola non c’entra niente, i cancelli sono chiusi per favorire un’entrata scaglionata e nel rispetto delle regole. I genitori hanno fatto tutto da soli. Ancora non si capisce se l’ansia sia per l’istruzione dei figli oppure per il conto alla rovescia verso una libertà negata per mesi e mesi con prole sempre tra i piedi. In fondo vanno capiti anche loro, specie le mamme che all’improvviso hanno dovuto sostenere la presenza h24 di mariti e figli. Oggi era il giorno della Libertà.

A un centinaio di metri dalla Volta c’è la scuola media di Via Tasso. In mancanza di un piazzale, i genitori sono costretti sul marciapiede, tra un secchio della differenziata e uno dell’indifferenziata. Da qualche parte l’immondizia bisognerà pur buttarla, ma proprio di fronte all’entrata di una scuola è ammissibile solo se i criteri sono di ultimissima generazione. Io questi secchioni me li ricordo che frequentavo l’università. Ma forse sono più giovane di quanto voglio far credere.

Lascio il mondo reale e passo al virtuale, dove per virtuale si intende solo Facebook. Civiltà e assembramenti ovunque. Con un unico dato oggettivo: le scuole erano pronte, gli studenti anche, gli accompagnatori degli studenti no.