La guerra con Bassiano e la “pace” di Coletta: il mistero della fretta di fare un assessorato

La guerra con Bassiano e la “pace” di Coletta: il mistero della fretta di fare un assessorato

24 Settembre 2020 0 Di Lidano Grassucci

Ci ho pensato, poi ripensato, e pensato ancora. Finalmente ho capito. Damiano Coletta ha scelto di farsi “assessore alla pace” per gestire l’inevitabile, e prossimo, conflitto con Bassiano. Il riarmo bassianese è evidente, Memmo Guidi (sindaco di Bassiano e suo leader maximo) ha due guardie (agguerritissime) 11 volontati “truppe” di orgoglio lepino capace di fare delle guardie comunali di Latina un sol boccone.

Da qui il bisogno di autoproclamarsi “assessore alla pace” e trattare una disonorevole pace incondizionata con i bassianese che dal ’32 rivendicano (giustamente) le terre sottratte al piano.

La resa, firmata già a Valvisciolo, prevede che Latina diventi frazione di Bassiano con la nuova denominazione di “Bassiano al piano” e Memmo sia sindaco unico.

Questo risvolto spiegherebbe la fretta dell’autonomina ad assessore alla pace del sindaco di Latina.

Pare che nel protocollo sia previsto che Orazio Mercuri, noto attore e drammaturgo bassianese, diventi “conservatore delle chiavi del teatro comunale che verrà riaperto con la nuova dicitura: “Teatro dell’arte sacra del dramma lepino”. La prima opera è stata commissionata al setino Giancarlo Loffarelli con il titolo “Il dramma aborigeno australiano e lepino del furto delle terre nella storia umana per tacer dei pellerossa”.

Memmo Guidi ha già annunciato che asfalterà le strade, sistemerà le scuole, taglierà l’erba… insomma farà il sindaco.

 

Nella foto la firma dell’armistizio a Cassibile tra Italia e alleati (resa incondizionata)