La morte di Ingrao e il suo voto che la sinistra a Fondi e Terracina non ha voluto
27 Settembre 2020Se parliamo di fare il possibile sono capaci tutti. il compito della politica è pensare l’impossibile. Solo se pensi l’impossibile hai la misura di quello che puoi cambiare”
Pietro Ingrao, comunista
Cinque anni fa moriva Pietro Ingrao. Non uno così, uno dei padri più rigorosi della sinistra italiana. Uno serio, anche duro. Lo rammento oggi perché oggi è l’anniversario della sua morte. Lo ricordo oggi perché non lo ha ricordato nessuno e questa “dimenticanza” spiega… perché a Fondi la sinistra prende il 3%, perchè a Terracina fa testimonianza ininfluente con un magro 7% e a Latina prenota la medesima cosa.
Vedete Pietro Ingrao è nato a Lenola, ad un tiro di schioppo da Fondi, guardando Terracina. Pietro Ingrao è figlio di quella “rivolta” delle nostre genti che hanno fatto l’occupazione delle terre, la rivolta delle arance, gli scioperi alla rovescia, l’epifania rossa di Roccagorga, la rivolta dei governi comunali degli ultimi della terra contro preti e padroni.
Ma tutto dimenticato in una offerta politica dell’indifferenza dei valori, della inderminatezza dei fini. Banalità per banalità la scelta dell’elettore è ad indovinare il vincitore, una lotteria per fortunati.
Neanche un manifesto per Pietro Ingrao, per ricordarlo, mai uscito il suo nome nella campagna elettorale, come se non fosse.
Ingrao partì da fondi con gente come Giuseppe De Santis, Purificato, Libero de Libero per cambiare l’Italia, ma la sinistra pontina non li ha mai menzionati: cambiarono la politica, il cinema, l’arte ma nella banalità presente nessuno ne conserva memoria.
Non sono comunista, sono mescevico, lontano anni luce dal rigore di Pietro Ingrao, ma lui era di quella famiglia che si chiamava movimento operaio e che immaginava domani, un domani impossibile per i pavidi, ardito per chi sapeva la fame.
Ingrao non l’hanno voluto al voto: il Pd a Fondi prende 667 voti, il 3%; a Terracina 1578 il 7%.
Io comincerei a fare manifesti per ricordare Ingrao, a fare convegni su Ingrao. Tornerei a parlare alla mia gente delle differenze.
Ti saluto compagno Pietro in attesa del sol dell’avvenire unica speme alla barbarie e perdonali non sanno della loro storia.



Caro Lidano, sono Raniero De Filippis,candidato sindaco a Fondi per la coalizione “Camminare insieme” e PD, quella del 7,5 %, con il PD al 3%.
Ho 65 anni,i miei genitori erano di Lenola,ho conosciuto e parlato più volte con Pietro Ingrao,l’ho ascoltato molte volte a Firenze,nei dibattiti pubblici e negli incontri,tra il 74 e il 78, avendo frequentato quella Università.
Se ho avuto il coraggio di accettare l’invito a candidarmi è proprio perché ho fatto riferimento a Pietro Ingrao,al suo pensiero,ai valori politici,umani e istituzionali di cui è stato portatore.
Ingrao quindi è stato ed è presente nelle elezioni amministrative di Fondi,anche se non c’è sui manifesti.
Nello Statuto dell’ “Associazione Camminare insieme” c’è il suo nome, durante la campagna elettorale e’ stato più volte citato.
Ma non è questo quello che avrebbe voluto Pietro Ingrao,non gli sarebbe interessato essere citato;per l’amore che nutriva per la propria terra e per Fondi,avrebbe gradito che il PD oggi,e nelle sue precedenti declinazioni, fosse stato più presente nella nostra citta’,nei 26 anni di governo del centrodestra con a capo il senatore Claudio Fazzone.
Nel novembre del 1968 Pietro Ingrao accorse affianco degli occupati della Stazione ferroviaria per evitare la soppressione dell’ospedale civico,così nel febbraio dello stesso anno per la crisibdelka produzione agricola.
Dove erano i rappresentanti provinciali,regionali e nazionali del PD durante la campagna elettorale di Fondi dei mesi scorsi.
Quale contributo hanno dato in questi anni alla risoluzione dei problemi della citta’?
Qui si sono visti soli per prendere voti per essere eletti in Regione val Parlamento.
Facciano ora le loro considerazioni e prendano provvedimenti se vogliono rigenerare il PD a Fondi,;
quando vengono nella nostra citta’ prima di incontrare Fazzone e Addessi incontrino i contadini e gli operai,come avrebbe fatto Pietro Ingrao.
Dopo queste elezioni che sono servite con un moto di coraggio a far interessare molti giovani di sinistra di Fondi alla politica,sappiano che molto è cambiato che abbiamo riacquistato una nostra dignità ‘ e una nostra coesione e che non intendiamo subire altre decisioni prese dall’alto,purché come è noto la politica è partecipazione; la libertà è partecipazione.
Noi di Camminare insieme continueremo la nostra strada,certo anche confrontandoci con il PD ma sul piano della parità, e prentenderemo che venga rispettata la nostra dignità di cittadini come previsto dalla Costituzione, perché siamo nel solco tracciato da Pietro Ingrao.
Raniero De Filippis –